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Analisi sulla cannabis light, quali tipi esistono e come vengono fatte

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Indice

La legge italiana 242 del 2016 ha reso lecita la vendita di canapa con contenuto in THC allo 0,2% (con tolleranza fino allo 0.6%). Da allora, molti laboratori di analisi chimiche hanno ampliato i propri servizi per offrire delle certificazioni sulla cannabis light. Ma come vengono svolte queste analisi e di quali parametri tengono conto? Scopriamolo insieme in questo nuovo approfondimento.

Analisi sulla cannabis light: come funzionano

Innanzitutto una premessa. Quando si dà il via a una coltivazione (indoor e outdoor) di canapa light e si vuole vendere il proprio prodotto, occorre prima sottoporlo a test di laboratorio che verifichino l’effettiva concentrazione dei principi attivi. Questo perché spesso, anche acquistando semi di cannabis certificati, si possono ottenere piante con valori di THC superiori al tanto normato; le condizioni di coltivazione, il calore e l’umidità possono infatti influire sulla concentrazione reale di tetraidrocannabinolo. È necessario inoltre esporre sulla confezione le analisi effettuate sulla propria marijuana, così che i consumatori siano pienamente informati di ciò che stanno acquistando.

Le analisi chimiche, per essere valide, devono essere eseguite da un laboratorio certificato ISO 9001 e devono fornire dati di potenza per THC e CBD, i due cannabinoidi principali della cannabis light.

Test in cromatografia liquida o HPLC

La tecnica più comune di analisi chimica sulla cannabis light è la cromatografica liquida (anche detta HPLC). Si tratta di un’analisi che permette di separare una miscela di sostanze chimiche quantificando le singole componenti. Quando si esegue un test all’HPLC, si preleva un campione di cannabis e lo si miscela con un solvente come l’etanolo. La soluzione così composta si fa poi passare attraverso un tubo in cui è presente un materiale capace di reagire con le molecole del campione in modi diversi. Le molecole della canapa avranno infatti tempi di reazione e di permanenza nel tubo differenti, a seconda delle loro caratteristiche chimiche.

Alla fine del percorso si inserisce un rilevatore che individua le molecole in base ai tempi di attraversamento ed è in grado di misurarne l’abbondanza relativa. In questo modo si possono ottenere valori molti precisi di THC, e dunque certificare l’effettiva legalità del campione analizzato. E non solo, perché un test di questo tipo permette anche di ottenere informazioni sulla concentrazione di tutte le altre molecole attive come CBD, CBDA, THCA, CBC, CBG e CBN. (Per saperne di più sui principi attivi presenti nella canapa e sulla loro importanza, vi rimandiamo al nostro articolo dedicato.)

Un modello di funzionamento dell'HPLC, strumento per analisi sulla cannabis light

Quali tipi di analisi si possono svolgere sulla cannabis light

Esistono quattro tipi di analisi chimiche alle quali si può sottoporre la cannabis: l’analisi dei cannabinoidi, l’analisi dei terpeni, quella degli agenti patogeni e quella sui pesticidi.

L’analisi sui cannabinoidi è la più comune e ha lo scopo di rivelare le concentrazioni di THC e di THCA presenti nella marijuana. In questo tipo di analisi, svolta come abbiamo visto in HPLC, il campione viene inserito in un cromatografo e fatto passare attraverso un rivelatore; non prima però di essere stato carbossilato, ovvero sottoposto al calore della fiamma (o all’azione della luce UV) per mutare tutti i cannabinoidi presenti allo stato acido in forma neutra.

L’analisi sui terpeni, di contro, è utile per conoscere la composizione di resine vegetali e di oli essenziali della propria qualità di Canapa. E dunque per classificarla in Sativa o Indica. I terpeni più comuni identificati tramite analisi sono il limonene, l’α e il β-Pinene e il β-cariofillene.

Attraverso le analisi sugli agenti patogeni e sui pesticidi, infine, si rilevano le quantità di microrganismi e di metalli pesanti presenti nella pianta. In questo modo è possibile stabilirne la qualità, ma anche ottenere raccomandazioni di igiene durante le fasi di coltivazione, lavorazione e conservazione successive.

Perché è importante svolgere analisi sulla propria marijuana light

Le analisi chimiche sono un’importante alleato per ogni produttore e rivenditore di cannabis light, e non solo per i motivi legislativi che ben conosciamo. Poter stabilire l’effettiva concentrazione di principi attivi e di terpeni della specie di Canapa che si coltiva permette di individuarne con certezza la qualità, e di lavorare per renderla sempre migliore.

È per questo che noi di WeWeed sottoponiamo regolarmente i nostri prodotti ad analisi chimiche. Per potervi offrire nel nostro cannabis shop la migliore qualità e la sicurezza di un prodotto certificato e coltivato con passione.

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