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Tipi di marijuana: quali sono ed effetti

cannabis sativa

Indice

Quali sono i tipi di marijuana

Si sente spesso parlare di Cannabis Indica e Cannabis Sativa, ma quali sono le differenze tra queste due particolari piante? Leggi qui per scoprirlo!

Una grande varietà di ceppi ibridi di cannabis, dalle caratteristiche più sfaccettate, interessa oggi il mercato della marijuana legale. Se si vuole operare una scelta più adatta possibile alle proprie esigenze è bene saper distinguere le macro famiglie da cui essi derivano e conoscerne le caratteristiche principali. Anche se il dibattito scientifico sulla classificazione della Cannabis è ancora in corso, in molti sono concordi sul fatto che i differenti tipi di Cannabis in circolazione siano riconducibili principalmente a due famiglie primarie: la Cannabis Indica e la Cannabis Sativa. Esiste anche una terza famiglia, la Cannabis Ruderalis, particolarmente resistente alle intemperie e avente la caratteristica di essere autofiorente. Puoi scoprire di più al riguardo in questo articolo. Le piante di cannabis sono dioiche, cioè possono essere maschio o femmina. Nell’ambito prettamente produttivo, i maschi di una varietà vengono incrociati con femmine di altre varietà generando così dai semi della femmina incrociata, una nuova varietà differente da entrambi i genitori.

Cosa hanno di diverso tra i diversi tipi di erba?

Cannabis Sativa

Le caratteristiche che differenziano i tipi di marijuane sono diverse e comprendono la provenienza, la morfologia della pianta e gli effetti dei suoi principi attivi. Vediamo quindi insieme le principali differenze tra i diversi tipi di ganja.

Sativa

Possiamo localizzare la cannabis Sativa in quelle regioni del mondo che corrispondono all’habitat ideale in termini di calore, precipitazioni, esposizione solare. Parliamo quindi della fascia tropicale, più nello specifico Colombia, Messico ma anche la Thailandia, l’India e l’Africa settentrionale. E’ da qui che provengono gli strain di cannabis Sativa più utilizzati e riprodotti proprio per via dell’umidità, la lunga durata delle giornate e le temperature che caratterizzano questi ambienti.

La pianta

Una delle caratteristiche distintive delle genetiche Sativa è la peculiare tendenza allo sviluppo in altezza delle piante che, salvo interventi dell’uomo possono raggiungere altezze sorprendenti, addirittura fino a 5m. Gli internodi sono parecchio distanti tra loro e la pianta è già relativamente alta durante la fase vegetativa ma può addirittura raddoppiare la sua altezza una volta arrivata in fase di fioritura. In linea generale i tipi di marijuana Sativa sono caratterizzati da tempi di fioritura più lunghi (fino a 14 settimane) e fasi vegetative più rapide rispetto alle genetiche Indica e la distanza tra gli internodi abbia lo scopo di favorire il ricambio d’aria. La pianta inizia la fioritura quando ha raggiunto la maturità piuttosto che “dipendere” dai cicli di luce e buio, proprio perché nelle regioni tropicali l’escursione nella durata delle giornate è piuttosto bassa.

Le foglie

Costituiscono un’altra delle prerogative che ci permettono di riconoscere a colpo d’occhio una genetica Sativa, parliamo di foglie abbondanti che non mancano di concimare il terreno lungo le diverse fasi di crescita della pianta. Le tredici punte della “stella” presentano una seghettatura fitta ma poco marcata, crescono per diventare lunghe e sottili.

Il fiore

tipi di marijuane

La struttura dei fiori che troviamo sui tipi di marijuane Sativa si sviluppa a spirale sul ramo fino a raggiungere le estremità creando cime appuntite che si rivolgono verso l’alto. Tuttavia, non tutte le piante mostrano la stessa distribuzione dei fiori: possono infatti variare da cime molto compatte concentrate sulle estremità dei rami, a una copertura più a “macchie” con agglomerati sparsi lungo la pianta.

Gli effetti della cannabis Sativa

Le genetiche Sativa sono quelle che procurano il classico “High” di cui molti, anche chi non ha mai fumato, hanno sentito parlare. I cannabinoidi contenuti nelle genetiche Sativa (e le ibride a dominanza Sativa) producono infatti effetti psicoattivi e cerebrali, in parte dovuti (ma non solo) ad alte concentrazioni di THC rispetto alle altre sostanze attive contenute in un fiore di cannabis.

Nei paesi in cui consumare cannabis con alti contenuti di THC è legale a scopo ricreativo gli effetti legati alle genetiche Sativa sono spesso consigliati per momenti di svago, attività creativa e sportiva, intrattenimento come concerti o teatro ed esperienze sensoriali in genere. I vari tipi di ganja Sativa possono infatti essere più adatte a una o più di queste circostanze a seconda della loro composizione genetica egli effetti che ne risultano. A prescindere da ciò, gli effetti della cannabis Sativa possono spesso far sembrare molto più interessante, divertente o addirittura esilarante anche le attività più comuni.

Chi invece fa uso di cannabis Sativa a scopo terapeutico può trovare diversi benefici negli effetti che ne risultano. Tra gli usi più comuni troviamo la stimolazione dell’appetito e l’attenuamento della nausea di cui spesso soffrono i malati terminali. Gli effetti psicoattivi sono utili anche nell’attenuazione dei sintomi di ansia e depressione.

 

Indica

Il biologo francese Jean-Baptiste Lamarck, nel 1785, fu il primo a introdurre la distinzione tra Cannabis Indica e Cannabis Sativa. Egli aveva osservato che alcune piante di canapa provenienti dall’India possedevano proprietà stupefacenti diverse delle loro parenti occidentali. Essendo le piante ai tempi conosciute già note con il nome di Cannabis Sativa, egli coniò il termine di Cannabis Indica per riferirsi a quelle provenienti dall’oriente. Oggi gli studiosi ritengono che la Cannabis Indica sia originaria delle regioni intorno all’Himalaya. Le piante di genetiche Indica sono molto robuste e resistenti a climi avversi, dal forte freddo alla siccità. I tempi di fioritura sono più brevi rispetto alle genetiche Sativa, uno dei motivi per cui ancora oggi i breeder internazionali producono ibridi allo scopo di conservare i tratti più appetibili delle diverse origini genetiche.

La pianta

Esistono diversi tipi di erba indica ma presentano comunque delle caratteristiche peculiari visibili ad occhio nudo che ci permettono di distinguerle. Le piante sono relativamente basse e tozze e presentano una lunga cima centrale, mediamente intorno a 1,5m, rarmente superano i 3m di altezza. Gli internodi sono molto più ravvicinati e i rami si alternano in maniera regolare e simmetrica intorno a un fusto molto spesso. Questo è il risultato di una fase vegetativa piuttosto breve, tipicamente legata alle condizioni ostili. Le foglie si sono evolute in modo da sviluppare una maggiore superficie per poter catturare abbastanza luce solare anche durante gli inverni più duri. La cannabis Indica arriva a fioritura con l’accorciarsi delle giornate e dei cicli di luce e si conclude generalmente nell’arco di 7 settimane.

Le foglie

Al contrario delle genetiche Sativa, le foglie di cannabis Indica hanno una seghettatura più accentuata e sono più tozze. Le punte che formano la foglia hanno una profilo più tondeggiante e convesso e, insieme alla naturale forma “tarchiata” della pianta stessa, contribuiscono ad attribuirgli un aspetto simile a un cespuglio.

Il fiore

Come accennato sopra, la cima centrale è uno dei più vistosi tratti distintivi dei tipi di marijuane indica e la fase di fioritura è sicuramente il momento più spettacolare da questo punto di vista. All’apice dello sviluppo, i fiori di indica ricoprono la cima centrale, a volte fino a metà fusto. I rami sono similmente appesantiti da grappoli di fiori strettamente raggruppati tra di loro.

 

Gli effetti della cannabis Indica

Le genetiche Indica ci portano nell’altro lato dello spettro per quanto riguarda gli effetti della cannabis. Parliamo quindi di tutti quegli effetti più rilassanti, talvolta addirittura sedativi e contemplativi. Da qui arriva la classica sensazione di “couch lock” (rimanere incatenati al divano) e tutti i classici stereotipi dello “sballone” con la parlata lenta e il sorrisino perenne, vittima delle circostanze e procrastinatore professionista.

Le indica (e gli ibridi a predominanza Indica) sono quindi predilette da chi cerca dei momenti di totale relax, immersione e contemplazione. Gli effetti cerebrali sono spesso accompagnati da sensazioni corporee che possono variare da una genetica all’altra ma che spesso rendono l’esperienza ancora più interessante e avvolgente.

In campo terapeutico ci sono degli effetti in comune con le cannabis Sativa, come per esempio il sollievo dalla nausea e la stimolazione dell’appetito. Le genetiche indica vengono spesso usate per le proprietà sedative e analgesiche che danno sollievo da dolori muscolari, problemi alle articolazioni e alle ossa, artrite, emicrania e altre patologie con sintomi analoghi.

Ruderalis

tipi di marijuana

Abbiamo parlato di Indica e Sativa e le rispettive caratteristiche, tuttavia queste non costituiscono gli unici due tipi di ganja. Esiste appunto una terza categoria, la cannabis Ruderalis.

Questa genetica siberiana scoperta relativamente tardi rispetto alle altre due si chiama così proprio perché è una specie “ruderale”, ovvero quella che occupa un territorio dove le specie concorrenti sono state escluse. La ruderalis è conosciuta per gli scarsi contenuti di sostanze psicotrope e gli alti livelli di CBD raggiungibili. Questo è uno dei motivi per cui la diffusione delle genetiche ruderalis la ha vista spesso diventare il candidato ideale per l’ibridazione con genetiche Indica e/o Sativa.

Se vuoi saperne di più puoi trovare informazioni più dettagliate su questo articolo dedicato alla cannabis ruderalis. 

Differenze genetiche tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica

Un altro livello di diversificazione tra Indica e Sativa si trova la dove l’occhio nudo non può arrivare, ossia a livello molecolare. Più precisamente nella concentrazione di alcuni importanti principi attivi tipici di queste piante. A livello genetico, una delle principali differenze tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica riguarda i diversi livelli di produzione di THC e di CBD. Generalmente le piante del tipo Indica hanno livelli di CBD maggiori e livelli di THC minori. Questo è dovuto al fatto che tali piante esprimono in quantità maggiore geni che codificano per la sintesi di un enzima chiamato CBDA. Tale enzima trasforma il CBG in CBDA, precursore del CBD. Le piante di tipo Sativa, invece, esprimono maggiormente geni che codificano per la sintesi dell’enzima THCA. Questo enzima ha la funzione di convertire il CBG in THCA, precursore del THC.

Differenze genetiche tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica

Un altro livello di diversificazione tra Indica e Sativa si trova la dove l’occhio nudo non può arrivare, ossia a livello molecolare. Più precisamente nella concentrazione di alcuni importanti principi attivi tipici di queste piante. A livello genetico, una delle principali differenze tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica riguarda i diversi livelli di produzione di THC e di CBD. Generalmente le piante del tipo Indica hanno livelli di CBD maggiori e livelli di THC minori. Questo è dovuto al fatto che tali piante esprimono in quantità maggiore geni che codificano per la sintesi di un enzima chiamato CBDA. Tale enzima trasforma il CBG in CBDA, precursore del CBD. Le piante di tipo Sativa, invece, esprimono maggiormente geni che codificano per la sintesi dell’enzima THCA. Questo enzima ha la funzione di convertire il CBG in THCA, precursore del THC.

Cannabis Sativa e Cannabis Light

Abbiamo appena detto che la marijuana sativa presenta più THC che CBD, ma questo non è un assoluto. Dobbiamo infatti tenere presente che oggi molti ceppi di Cannabis producono quantità variabili di entrambi gli enzimi. Questo ha potuto portare col tempo e con la sperimentazione, alla selezione di varietà dalle scarse proprietà psicotrope. La cannabis light, appartenente alla famiglia della Cannabis Sativa, presenta infatti un contenuto molto basso di THC (meno dello 0,5%), ma contiene invece il CBD, con tutto il suo effetto rilassante. Tale importante proprietà ha consentito alla cannabis light di venire legalizzata in molti stati, tra cui l’Italia. Negli ultimi anni infatti, e più precisamente dopo il D.Lgs 242 del 2016, il mercato della cannabis light è esploso e sempre più negozi specializzati, sia fisici che virtuali stanno comparendo nel nostro Paese. I prodotti sono sempre più vari: marijuana legale, edibili, olio CBD e tanti altri. Se vuoi scoprire tutte le varietà di marijuana legale disponibili e conoscere le loro caratteristiche visita il nostro weed shop.

La Cannabis Light presenta molte delle apprezzate proprietà rilassanti della sua progenitrice sativa, ma ne ha perso gli effetti psicotropi grazie al ridotto contenuto di THC. Se vuoi approfondire la tua conoscenza leggi questo articolo sugli effetti della cannabis light.

 

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