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Marlboro Cannabis: storia di una bufala

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Marlboro e marijuana, ecco cos’è successo

Nel mondo della marijuana girano un sacco di notizie, soprattutto ora che la legalizzazione sta muovendo i suoi, seppur piccoli, passi.

I protagonisti di queste notizie sono i più vari, dalle celebrità ai rappresentanti di una qualche corrente politica. Ma anche le grandi aziende non fanno eccezione.

E quando la grande azienda in questione è un’esponente del Big Tobacco, la notizia si fa succosa.

Succosa e, purtroppo, falsa. Ma vediamo nel dettaglio la bufala delle Marlboro Cannabis.

Cosa diceva questa notizia

Partiamo dalla notizia in sé. Brevemente, la Altria (enorme produttore di tabacco) avrebbe millantato una nuova linea di sigarette, le Marlboro Cannabis.

Un po’ più nel dettaglio, secondo questa notizia l’azienda avrebbe deciso di sviluppare una nuova linea di prodotti da fumo a tema cannabis.

Le specifiche esatte dei prodotti rimasero, ironicamente, fumose. Ma le voci parlavano di tutta una gamma di prodotti a tema. Dalle sigarette di tabacco con aroma marijuana, le Marlboro Cannabis appunto, alle vere e proprie sigarette composte interamente di marijuana.

Secondo la notizia, la Altria avrebbe espanso il suo marchio Marlboro verso l’orizzonte della cannabis senza lasciare nulla al caso e senza lasciare alcuna baia inesplorata.

Inutile dire come una simile notizia risulti estremamente piacevole alle orecchie di un appassionato di cannabis. E non solo per la disponibilità dei prodotti, che diventerebbero reperibili con estrema comodità. Per un appassionato infatti, poter scendere al tabacchino sotto casa e chiedere un pacchetto di Marlboro Cannabis è un sogno dorato.

Ma anche e forse soprattutto per l’impatto che una multinazionale avrebbe sulla problematica della legalizzazione.

Purtroppo, alla fine la notizia si è rivelata essere una bufala, ma rimane comunque interessante, vediamo ora com’è nata e come si è diffusa.

marlboro cannabis
Un pacchetto di Marlboro Cannabis. Un fotomontaggio, purtroppo

Come mai è partita e come si è diffusa

Come spesso capita, in fondo a una bufala si può trovare un granellino di verità. Un punto di partenza effettivamente reale sul quale poi viene costruita tutta l’impalcatura della fake news sulle Marlboro alla cannabis.

In questo caso, il granello di verità è la notevolissima flessione delle vendite che ha investito tutto il mondo del tabacco intorno agli anni 2012-2014.

Anzi, forse più che di flessione è lecito parlare di vero e proprio crollo.

I dati esatti sono ovviamente privati e difficili da ottenere, ma il consenso comune è che la Altria, società che produce tra le altre anche Marlboro e Philip Morris, abbia riscontrato un 15% in meno di vendite in un quadriennio.

Detta così può sembrare poca roba, ma quando si parla di una multinazionale l’impatto è più che devastante. Parliamo di aziende che rivoluzionano il reparto di leadership quando il fatturato invece di crescere cala di un 2-3%. Quindici percento è una cifra da paura.

Per far fronte a quest’emergenza, la Marlboro decise quindi di iniziare a diversificare i suoi investimenti, e di guardare al futuro in certo senso.

E il futuro del tabacco e del fumo in generale, passa anche per la marijuana. E per la sua legalizzazione.

Per questo motivo, agli inizi del 2014, la Altria annuncia di aver acquisito circa la metà di Cronos, un’azienda che si occupava di sviluppo e ricerca in ambito di marijuana medica.

Ora, le multinazionali difficilmente investono miliardi di dollari così alla leggera, e qualche giornalista saltò subito alle conclusioni. Ovvero che la Altria stava investendo pesantemente sulla marijuana, e che intendeva quindi spingere per un’accelerazione della legalizzazione e lanciare la sua linea.

La notizia prese rapidamente piede, e si arrivò persino a teorizzare che le nuove Marlboro Cannabis sarebbero state presentate durante il superbowl del 2015, il forse più importante evento sportivo statunitense.

Anche qui però, purtroppo la realtà si rivelò ben diversa. Le Marlboro Cannabis non vennero presentate, e anzi, la Altria stessa non diede altri segnali di interesse verso il mondo della marijuana.

Tutto ciò è un peccato, perché avere il peso di una multinazionale del Big Tobacco che spinge per la legalizzazione farebbe indubbiamente scorrere più rapidamente tantissimi iter.

Ma, in fondo, anche se non è possibile scendere al tabacchino sotto casa, ci si può comunque rivolgere al proprio weed shop online e ricevere direttamente a casa un po’ delle proprie infiorescenze preferite.

 

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