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Legalizzazione marijuana Italia 2023: cosa sapere

Staff WeWeed

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Indice

Legalizzazione marijuana in Italia: questo si che è un tema controverso! Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, per quanto possibile, sui punti chiave di questo lungo percorso.

Legalizzazione marijuana in italia: a che punto siamo?

In Italia la Cannabis è legalizzata per uso medico e industriale, sebbene sia strettamente regolamentata. Mentre è depenalizzata per usi ricreativi, ma sempre se non si superano i limiti per incorrere nel reato di “spaccio”. Limiti non fissi e non chiari nella nella normativa italiana. Fino a poco tempo fa il possesso di piccole quantità di marijuana per uso personale era un reato soggetto a multe.

Un recente decreto della Cassazione ha deciso che il possesso di piccole quantità ad uso privato non sia reato. Tuttavia, la vendita non autorizzata di prodotti correlati alla cannabis è illegale e punibile con la reclusione. La coltivazione di cannabis autorizzata per scopi industriali richiede l’uso di semi certificati, con livelli minimi di composti psicoattivi. Per piantare questi semi non è necessaria alcuna autorizzazione. Questa varietà di cannabis è in gergo chiamata di cannabis light o marijuana legale.

Legge Italiana Cannabis: è tempo di legalizzare?

Attualmente in Italia la cannabis è considerata una sostanza stupefacente illecita, la cui coltivazione, produzione, detenzione e commercio sono vietati dalla legge. I benefici portati da questa pianta sono sotto gli occhi di tutti, è rincuorante l’eccezione rappresentata dall’uso terapeutico della cannabis. La Legge 14 novembre 2015, n. 242, ha introdotto la possibilità di utilizzare farmaci a base di cannabis per alcune patologie.

I vari tentativi di legalizzazione in Italia

Nel 2006, la controversa legge Fini-Giovanardi 49/06 ha rimosso la distinzione tra droghe pesanti e leggere. Fino a quando la Corte Costituzionale non ha abbattuto questa legge nel 2014, il possesso di marijuana ed hashish era punito duramente quanto il possesso di eroina o cocaina. Tale legge ha triplicato le condanne per la vendita, la coltivazione e il possesso di cannabis da 2-6 anni a 6-20 anni, contribuendo al sovraffollamento delle carceri.

Nonostante ciò, in Italia la cannabis è molto diffusa e il consumo è largamente tollerato dalle autorità nei casi in cui è riconducibile ad un uso personale e non ai fini di spaccio. Questa situazione di “tolleranza” ha generato una vastissima economia sommersa, con un giro d’affari che si stima in miliardi di euro.

Prospettive di legalizzazione della cannabis in Italia

La legalizzazione della marijuana in Italia è un tema che ha sempre diviso l’opinione pubblica. Da una parte ci sono coloro che sostengono che la legalizzazione rappresenti una opportunità per contrastare il mercato illegale e per generare nuove entrate fiscali per lo Stato. Dall’altra, ci sono coloro che ritengono che la legalizzazione della marijuana possa aumentare il consumo di sostanze stupefacenti e generare effetti negativi sulla salute e sulla sicurezza pubblica.

Una possibile strada per la legalizzazione potrebbe essere introdurre una regolamentazione dell’uso e della vendita simile a quella applicata in alcuni stati degli Stati Uniti e in Canada. In questo caso, la marijuana potrebbe acquistarsi esclusivamente in negozi autorizzati, con una tassazione specifica e una regolamentazione rigida in termini di quantità e modalità di consumo.

Implicazioni economiche

La legalizzazione della marijuana in Italia potrebbe avere importanti benefici dal punto di vista economico, sia per la generazione di nuove entrate fiscali, sia per la creazione di nuovi posti di lavoro. Secondo alcune stime, il mercato della marijuana potrebbe generare un giro d’affari di almeno 7 miliardi di euro l’anno, con un’incidenza sul Pil del 2%.

Inoltre, la legalizzazione della marijuana potrebbe favorire lo sviluppo di un settore produttivo legato alla coltivazione e alla trasformazione della cannabis, con ricadute positive sull’occupazione e sull’economia delle aree rurali.

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Il parere degli italiani sulla cannabis legale

Secondo un sondaggio del 2015 di Ipsos, l’83% degli italiani ritiene inefficaci le leggi che vietano le droghe leggere. Il 73% è a favore della cannabis legale mentre il 58% ritiene che la legalizzazione andrebbe a beneficio delle finanze pubbliche. Secondo un rapporto del 2018 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, l’Italia è al terzo posto nell’UE in quanto a consumo di cannabis.


La popolarità della cannabis ricreativa ha portato nel 2016 a rinnovati sforzi di legalizzazione in Italia e in Parlamento. Qui, politici appartenenti a partiti diversi hanno proposto una nuova legislazione, sostenendo il fallimento del proibizionismo nel ridurre il consumo di cannabis. La regolamentazione del commercio dei prodotti a base di cannabis e la conseguente riduzione del consumo tra gli adolescenti erano tra i punti a favore di questo decreto. Le organizzazioni criminali sarebbero state private di un’importante fonte di entrate, le quali sarebbero reindirizzate verso lo Stato sotto forma di tasse.

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Le politica contro la legalizzazione della Cannabis: i programmi elettorali

Tuttavia, gli sforzi di legalizzazione sono stati contrastati da diversi politici conservatori e cattolici, principalmente di Lega Nord e del Nuovo Centro Destra. Costoro hanno sostenuto che la liberalizzazione della Cannabis costituisce un rischio per la salute e che la legalizzazione della marijuana in Italia non ridurrebbe la tossicodipendenza.

All’epoca, il governo di coalizione guidato dal PD era maggiormente concentrato sul passaggio di alcune riforme costituzionali. La legalizzazione della cannabis non era considerata una priorità. Dopo la sconfitta del referendum costituzionale e le successive dimissioni dell’allora primo ministro Matteo Renzi, gli sforzi di legalizzazione della marijuana in Italia si sono interrotti in Parlamento.

Legalizzazione Italia 2023: ultime notizie

Dopo essere stata invitata a chiarire precedenti interpretazioni contrastanti della legge, la Corte di Cassazione ha stabilito nel dicembre 2019 che coltivare a livello domestico piccole quantità di cannabis per uso esclusivo del coltivatore è legale per la legge italiana. La coltivazione organizzata e svolta in maniera rudimentale, tale da non far presumere una produzione destinata allo spaccio può quindi non portare ad essere accusati del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Ad oggi, il possesso di infiorescenze di cannabis può portare a diverse conseguenze:

  • Se si tratta di cannabis con concentrazione di THC superiore allo 0,5 %, la quantità detenuta è superiore ai 5g/persona, e viene conservata divisa in diverse confezioni (in modo da far presumere la cessione a terzi), si andrà incontro al rischio di un’accusa di spaccio (anche se di fatto è destinata all’uso personale) da cui ci si potrà sempre difendere.
  • Se si tratta di cannabis con concentrazioni di THC superiore allo 0,5%, la quantità detenuta è inferiore o vicina ai 5g/persona e non viene conservata divisa in diverse confezioni, si potrà evitare l’accusa di spaccio e ricevere una segnalazione alla questura come consumatore. Tale segnalazione può comunque avere delle conseguenze legate agli attestati di guida (sospensione della patente, riduzione dei punti, esami di accertamento).
  • Se si tratta di cannabis legale (con concentrazione di THC inferiore allo 0,5 %), conservata nella confezione fornita dal venditore e provvista delle dovute informazioni di tracciabilità del prodotto ci troviamo in una situazione diversa. L’accertamento da parte delle forze dell’ordine non potrà comunque essere evitato ma qualsiasi tipo di segnalazione riguardante l’uso o la cessione di stupefacenti risulterà infondata non appena le analisi tossicologiche dimostrano l’effettiva mancanza di efficacia drogante del prodotto.

La produzione, la distribuzione e l’uso a scopo farmaceutico è severamente regolato e consentito solo per entità autorizzate.

***AGGIORNAMENTO 09/09/2021***

“Con il voto favorevole di M5s, Pd, Leu, del radicale Riccardo Magi e del deputato di Fi Elio Vito è stato approvato il disegno di legge che prevede la possibilità di coltivare fino a 4 piante ‘femmine’ in casa. Prevista anche la diminuzione delle sanzioni per i fatti di lieve entità e l’inasprimento delle pene per i reati connessi a traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio”

***AGGIORNAMENTO 24/03/2023***

Quest’ultimo disegno di legge sulla coltivazione di 4 piante di marijuana a fini personali presentato dal deputato Riccardo Magi non è stato ancora approvato in quanto ha incontrato molte resistenze da parte di alcune forze politiche. In particolare, alcuni partiti hanno espresso preoccupazioni riguardo alla possibilità che la depenalizzazione della coltivazione domestica possa favorire il traffico di sostanze stupefacenti e il consumo di marijuana tra i giovani.

In ogni caso, il dibattito sul tema continua ad essere molto intenso e ci sono forti pressioni da parte della società civile e di alcune associazioni di pazienti per la legalizzazione della coltivazione domestica di cannabis a fini terapeutici e ricreativi.

Al momento, pertanto, la coltivazione domestica di marijuana rimane vietata in Italia e chiunque venga sorpreso in possesso di piante di cannabis rischia sanzioni penali. Tuttavia, è possibile utilizzare la cannabis terapeutica su prescrizione medica, previa autorizzazione del Ministero della Salute.

Differenze tra Italia e resto del mondo

Nonostante si possa ritenere un risultato banale, alla base dei diritti primari dei cittadini, in Italia possiamo ritenerci fortunati ad avere un -seppur limitato- accesso alla cannabis terapeutica.

Il resto del mondo ha preso una direzione chiara (leggi qui quali stati del mondo hanno legalizzato la marijuana), dunque è auspicabile che l’Italia e il resto d’Europa si adeguino in tempi brevi.

Attualmente qualche spiraglio che faccia pensare alla legalizzazione arriva dall’Europa che pare stia riscrivendo le attuali norme che regolano la cannabis. (clicca qui se vuoi approfondire riguardo la legalità della marijuana in Europa)

Gli USA è chiaro che, come in molti campi, ci guida verso il futuro. Nonostante la legalità della marijuana in USA sia una storia recente, è qui che possiamo trovare l’avanguardia sia nel campo terapeutico che ricreativo. (clicca qui per approfondire riguardo la legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti)

Conclusioni: a che punto siamo con la legalizzazione della marijuana in Italia

L’unico spiraglio di luce allo stato attuale è rappresentato dalla cannabis sativa L., il cui mercato continua a crescere. Sempre più prodotti a base di marijuana legale trovano il loro posto sugli scaffali dei vari grow shop o negli shop online. Se anche tu vuoi farti un’idea della moltitudine di prodotti esistenti e acquistabili legalmente, visita il nostro shop. Non rimarrai deluso!

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