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I benefici della cannabis light per l’ambiente: scopriamo quali sono

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Gli usi della marijuana sono praticamente innumerevoli, su questo stesso blog ne abbiamo esplorati molti, ma non sono solo gli esseri umani a poter trarre vantaggio da questa pianta. La cannabis (light o classica che sia) può infatti fornire parecchi benefici anche all’ambiente nel suo insieme.

La degradazione del suolo

La salute della terreno è, ovviamente, estremamente importante per l’umanità. Tonnellate di cibo vengono consumate ogni giorno anche da una piccola città, e che si tratti di patate o bistecche, all’origine c’è sempre un campo coltivato. Ma la terra non è tutta uguale, e la qualità del suolo è un fattore chiave della sua produttività. Anche se può sembrare strano, il terreno può subire danni e shock al pari di un bosco.

Anzi, se è facile individuare un albero in una situazione di sofferenza, ad esempio dal fogliame, per un suolo la faccenda è più complicata. Possono passare anni prima che ci si renda conto che un suolo si sta impoverendo, e spesso si rischia di arrivare troppo tardi. Una volta danneggiato, il suolo ci mette secoli, se non millenni, a ritornare ad uno stato di salute, e nel frattempo, non riuscirà a produrre quanto dovrebbe. Il risultato è un calo dell’efficienza, e quindi, del cibo prodotto. Cosa che può essere un grosso problema per la comunità umana.

I danni della coltivazione intensiva

Dalla rivoluzione industriale, l’umanità si è orientata verso uno sfruttamento più intensivo, sconsiderato secondo alcuni, dei terreni. Sfruttamento che ne ha irrimediabilmente danneggiato una grossa parte. Basta chiedere a un nonno qualsiasi per sentirsi raccontare di come dove ora sorge un cinema “era tutta aperta campagna”, campagna che forniva carciofi di qualità eccellente, che il nonno trafugava impunemente.

Da qualche decennio a questa parte la coscienza globale ha iniziato a interessarsi al problema. Molte leggi sono state scritte in materia di protezione preventiva, e tanta ricerca si sta facendo in tutto il campo che afferisce alle tecnologie verdi. Questi impegni però servono, o meglio serviranno, alle generazioni future, che se tutto va per il verso giusto si ritroveranno con un ambiente meno rovinato di quello attuale. Perciò, notevoli sforzi si stanno facendo anche sul lato della bonifica dei terreni. Rovinati dall’urbanizzazione, dallo sfruttamento eccessivo o dall’inquinamento, si cerca ora di recuperarli, se non del tutto almeno in parte.

Ed è qui che entra in gioco ciò che la cannabis light può fare per l’ambiente.

Bonifica con cannabis light e suoi benefici per l’ambiente

Contro l’urbanizzazione selvaggia poco si può fare. Una volta asfaltato il terreno è per sempre (o almeno per qualche millennio) rovinato. Ma sebbene sia comunque triste e di forte impatto emotivo, la colata d’asfalto interessa una percentuale relativamente piccola della superficie di suolo globale. Danni meno evidenti, ma molto più estesi, sono ad esempio inflitti da una coltivazione eccessivamente intensiva. Questa impoverisce il terreno, che perde i suoi nutrienti fondamentali, e conduce alla morte di interi ecosistemi spesso invisibili, le cui estreme conseguenze arrivano fino alla dilavazione e desertificazione.

Danni del genere però possono a volte essere riparati. Ad esempio sostituendo per qualche anno una coltura particolarmente esigente con una meno pesante per il suolo. La rotazione delle colture, l’antichissimo maggese, seguono questa strategia.

E tra queste colture a basso impatto c’è proprio la cannabis, pianta particolarmente tenace e frugale.

Ma essa non è solo in gradi di far riposare un terreno esausto, ma anche di bonificarne e purificarne uno contaminato, rendendolo nuovamente disponibile per pascolo o coltivazione.

Cannabis e radioattività

Tutti noi proviamo leggero brivido a sentire il nome di Chernobyl (o Fukushima), e tutti abbiamo visto i terribili effetti della radioattività. Il disastro dell’89 ha reso assolutamente invivibile un’area immensa, ben maggiore dei confini della cittadina stessa. Ora, a più di vent’anni dall’incidente, il territorio non è più completamente off-limits, ma continua ad essere contaminato. Nonostante le foto scattate dai satelliti o dai pochi coraggiosi che si avventurano nei dintorni mostrino scenari quasi idilliaci, dove la natura ha preso il sopravvento, la realtà è ben diversa. Infatti il suolo è ancora carico dei metalli pesanti sparsi ovunque dall’esplosione, e anche se i frutti sembrano in salute, sono in realtà altamente radioattivi.

Naturalmente, lasciare così tanto terreno inutilizzato è sia un peccato, che uno spreco. Perciò già da qualche anno si sono intraprese ambiziose opere di bonifica, per rendere nuovamente abitabile e produttiva la regione.

La strada è ancora lunga, c’è una speranza in fondo al tunnel della bonifica: la marijuana. La cannabis light infatti ha notevoli benefici nell’ambito della purificazione dell’ambiente.

cannabis light e i benefici per l'ambiente
La speranza è di ottenere un terreno così scuro e sano

Le autorità bielorusse infatti hanno riconosciuto la cannabis come una delle piante più utili, assieme al girasole, per bonificare i terreni. Essa aiuta a rimuovere stronzio e cesio dal terreno, e anche se poi non può essere utilizzata dagli umani, la canapa può comunque essere trasformata in biocarburante, o materiale da costruzione o manifattura. Ci vorrà parecchio tempo per bonificare un terreno, ma è un passetto nella giusta direzione.

Le tossine di Taranto

Seppur non trasmetta la stessa inquietudine della parola radioattività, anche l’inquinamento da tossine e metalli pesanti è un problema importante, se ne sono resi tristemente conto degli allevatori tarantini.

Essi infatti notarono come i loro animali tendessero ad ammalarsi dopo aver pascolato in prati apparentemente verdi e sani. Un esame più approfondito puntò il dito verso un colpevole dal nome anch’esso tristemente noto: la diossina.

Una volta riscontrata la presenza della tossina nei capi di bestiame, l’unica cosa da fare è abbatterli e distruggerne i resti, causando un enorme danno alle famiglie di allevatori e contadini.

Per questo, degli imprenditori provarono a piantare della cannabis per ripulire il terreno dalle tossine e renderlo nuovamente adatto al pascolo. E gli effetti ci furono, anche se non radicali.

I benefici indiretti della coltivazione di Cannabis Light

Oltre alla potenzialità di purificazione del terreno, la coltivazione di cannabis offre anche una marea di vantaggi indiretti. Ad esempio la resa come fibre tessili per ettaro, superiore a quella del cotone. O la produzione di biomassa, anch’essa particolarmente efficiente utilizzando la pianta come materia prima. O quella di carta, per la quale si utilizzano meno sbiancanti chimici. Gli utilizzi sono davvero tanti e interessanti.

Insomma, in maniera diretta o indiretta, la cannabis è una pianta notevolmente benefica per l’ambiente, oltre che per noi esseri umani. Una pianta i cui utilizzi dovrebbero essere riscoperti e approfonditi, senza fermarsi a miopi considerazioni fondate principalmente sui pregiudizi.

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