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Cannabis Oil per Diabete: Quanto è Efficace?

Staff WeWeed

CBD e diabete: quanto è efficace?
Indice

Cannabis Oil per Diabete, è efficace? Nonostante ciò che si dica, non esiste nessuna prova che il CBD sia in grado di regolare la glicemia e il glucosio nel sangue. Ciò nonostante è stato verificato che alcuni benefici dell’olio CBD possano aiutare nei casi di diabete di tipo 2. Parliamone ora in maniera più approfondita.

Le basi: cos’è il CBD

Il CBD, o cannabidiolo, è uno dei principi attivi più studiati e con più benefici della cannabis, e si può trovare in concentrazioni molto alte nella cannabis light. Il CBD è stato verificato abbia molteplici benefici, tra i quali: benefici antinfiammatori, ansiolitici, antidepressivi.

Le sue proprietà terapeutiche non finiscono qui e tutt’ora sono in corso molteplici studi che applicano l’uso di CBD a tantissime patologie o condizioni.

Esistono diversi studi che analizzano gli effetti del CBD su pazienti con diabete, ma i risultati sono ancora controversi e discordanti tra loro.

Qui puoi trovarne qualcuno:

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1499267119300851

https://www.ingentaconnect.com/content/ben/cmc/2023/00000030/00000002/art00004

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8178711/

Cannabis Oil per Diabete

Che cos’è il Diabete?

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue, condizione nota come iperglicemia. Questo fenomeno si verifica quando il corpo non è in grado di produrre sufficiente insulina, una sostanza che regola il livello di glucosio, o quando il corpo non riesce a utilizzare efficacemente l’insulina prodotta. Esistono principalmente due tipi di diabete: diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2.

Per spiegare il diabete in modo più semplice, potremmo dire che il nostro corpo, per funzionare correttamente, ha bisogno di energia, proprio come un’auto ha bisogno di benzina. Questa energia proviene dagli alimenti che mangiamo, in particolare dai carboidrati, che vengono trasformati nel nostro corpo in una forma di zucchero chiamata glucosio. Il glucosio circola nel nostro sangue (da qui il termine “livello di zucchero nel sangue”) e viene poi assorbito dalle cellule, che lo utilizzano per produrre energia. Ma per fare ciò, le cellule hanno bisogno di un “aiutante”: l’insulina.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che funziona come una chiave, aprendo le “porte” delle cellule per permettere al glucosio di entrare. Nel diabete di tipo 1 il pancreas non produce più insulina perché il sistema immunitario attacca e distrugge erroneamente le cellule che la producono. Nel diabete di tipo 2 il pancreas produce insulina, ma le cellule diventano “resistenti” a essa e non la riconoscono più, quindi non aprono le loro “porte” al glucosio. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: il glucosio rimane nel sangue invece di entrare nelle cellule, causando l’iperglicemia.

Se non trattata, l’iperglicemia può causare una serie di problemi a lungo termine, come danni ai reni, ai nervi, al cuore e ai vasi sanguigni. Ecco perché è così importante per le persone con diabete gestire la loro malattia attraverso una combinazione di alimentazione sana, attività fisica e, se necessario, farmaci o insulina.

Cannabis Oil per il Diabete

Cannabis Oil per il diabete, cosa dice la scienza?

Il CBD contenuto nell’olio di Cannabis interagisce con il sistema endocannabinoide del nostro corpo, aiutando a regolare una serie di funzioni biologiche tra cui la risposta immunitaria e la gestione del dolore. E se potesse influenzare anche il metabolismo degli zuccheri? Alcune ricerche indicano che il CBD potrebbe avere effetti benefici nel controllo della glicemia, aprendo nuove prospettive nel trattamento del diabete.

Nonostante questo, non esistono ancora delle vere prove scientifiche attendibili e definitive che confermino i benefici diretti del CBD sull’iperglicemia. Però, i benefici del CBD per i diabetici potrebbero essere altri. Vediamo ora qualche studio scientifico che ne parla.

CBD e nefropatia da diabete

Studio n° 1

Il cannabidiolo (CBD), noto per le sue proprietà antinfiammatorie, è stato sottoposto a studi per valutare i suoi effetti nei casi di diabete. Uno studio pubblicato nel 2021, ha sperimentato la sua efficacia su cave da laboratorio: topi diabetici. Nonostante gli effetti positivi previsti, i risultati hanno mostrato che il CBD potrebbe non essere vantaggioso per i pazienti con diabete di tipo 1, specialmente per quelli con complicanze come la nefropatia diabetica, una malattia che colpisce i reni.

In sostanza, l’uso del CBD non ha impedito l’aumento dei livelli di zucchero nel sangue nei topi con diabete indotto artificialmente. Anche se il CBD ha ridotto alcuni danni ai reni, ha in realtà aggravato la disfunzione renale complessiva. In conclusione, il CBD potrebbe essere dannoso per i pazienti con diabete di tipo 1, soprattutto se stanno già affrontando problemi renali.

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34577563/

Studio n° 2

In questo caso gli scienziati non hanno utilizzato direttamente la molecola del CBD ma ne hanno creato una nuova versione chiamata (+)-CBD-HPE, che si è dimostrata particolarmente efficace.

In pratica, (+)-CBD-HPE è stato testato su topi con un modello di diabete indotto chimicamente. I risultati hanno mostrato che il composto è stato in grado di ridurre notevolmente l’iperglicemia (alto livello di zucchero nel sangue). Questo è avvenuto perché il (+)-CBD-HPE ha aiutato a preservare le cellule beta del pancreas, che sono responsabili della produzione di insulina, l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue.

Il (+)-CBD-HPE ha anche dimostrato di contrastare l’infiammazione e i danni renali. Questo è stato osservato attraverso la riduzione di certi indicatori nel sangue, come le citochine proinfiammatorie, la creatinina e l’urea (BUN), che solitamente indicano un’infiammazione o una disfunzione renale.

In sostanza, questo studio suggerisce che il (+)-CBD-HPE potrebbe essere un nuovo strumento promettente nel trattamento del diabete e di altre malattie correlate al sistema immunitario e metabolico. Ovviamente, sarà necessario svolgere ulteriori ricerche, compresi studi clinici su umani, per confermare e capire meglio questi risultati.

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34019978/

In conclusione possiamo dire che, come già citato, non esistono ancora prove certe ma le speranze sono tante. Gli studi continuano e la comunità scientifica freme per trovare le giuste applicazioni del CBD nei casi di diabete.

Qui un video che affronta l’argomento cannabis e diabete!

Ma a parte la cannabis, esistono altre piante efficaci nella regolazione della glicemia?

Esistono piante che fanno abbassare la glicemia?

Si, esistono tante piante che hanno effetti benefici nella regolazione della glicemia e nel trattamento dell’iperglicemia. Numero studi sono stati fatti e tanti sono ancora in corso d’opera!

Vediamo ora una di queste ricerche:

Lo scopo di questa ricerca in questione (link alla fonte in fondo al testo) era studiare l’effetto anti-iperglicemico di 28 diverse piante medicinali note per essere utilizzate nel trattamento del diabete in alcune medicine tradizionali nel mondo. Ogni pianta è stata lavorata con i metodi tradizionali e somministrata per via intragastrica a conigli temporaneamente iperglicemici. I risultati hanno mostrato che otto di queste 28 piante studiate riducono significativamente il picco di iperglicemia. Queste piante erano: Guazuma ulmifolia, Tournefortia hirsutissima, Lepechinia caulescens, Rhizophora mangle, Musa sapientum, Trigonella foenum graceum, Turnera diffusa, ed Euphorbia prostrata. I risultati suggeriscono la validità del loro uso clinico nel controllo del diabete, dopo la loro indagine tossicologica.

Guazuma ulmifolia: Conosciuta anche come “guacimo“, è un albero di origine tropicale che si trova nelle regioni del Centro e del Sud America. Le foglie e i frutti di questa pianta vengono utilizzati nella medicina tradizionale per diversi scopi, tra cui il trattamento del diabete.

Tournefortia hirsutissima: Questa pianta è nativa dell’America del Nord e viene utilizzata nella medicina tradizionale messicana per il trattamento di varie malattie, tra cui il diabete.

Lepechinia caulescens: Questa pianta è nativa del Messico e viene utilizzata nella medicina tradizionale per trattare diverse malattie, compreso il diabete.

Rhizophora mangle: Comunemente conosciuta come mangrovia rossa, questa pianta cresce in ambienti acquatici salati e le sue cortecce sono state utilizzate per trattare una varietà di malattie, tra cui il diabete.

Musa sapientum: Meglio conosciuta come banana, questa pianta produce un frutto popolare che è stato studiato per i suoi potenziali benefici sulla salute, tra cui la capacità di controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Trigonella foenum-graecum: Questa pianta è meglio conosciuta come fenugreek o fieno greco. I semi di fieno greco sono stati ampiamente studiati per le loro proprietà ipoglicemiche e si pensa che possano aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue nei diabetici.

Turnera diffusa: Conosciuta anche come Damiana, questa pianta è nativa dell’America centrale e del Messico. Viene utilizzata in vari rimedi tradizionali, compresi quelli per il diabete.

Euphorbia prostrata: Questa pianta, spesso utilizzata nella medicina tradizionale, è stata studiata per la sua capacità di aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9683340/

Metformina e Cannabis: insieme funzionano meglio?

La metformina è un farmaco capace di portare effetti benefici contro iper-glicemia ed è comunemente usato nel trattamento del diabete di tipo 2 per aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue. Alcune ricerche preliminari suggeriscono che la combinazione di metformina e cannabis potrebbe offrire benefici aggiuntivi nel controllo della glicemia. Tuttavia, è necessario condurre ulteriori studi per capire meglio questa interazione.

Sia la Cannabis che la Metformina lavorano nell’inibizione un enzima epatico chiamato C4P3AY. La loro interazione può portare all’alterazione del metabolismo di uno o dell’altro composto, rischiando di aumentare il livello di questi due oltre il range desiderato. Il che potrebbe portare alla tossicità di una di queste due sostanze. Nessuno studio si è mai concentrato specificatamente sull’interazione di questi due farmaci in casi di diabete, dunque, se stai considerando di assumere cannabis, CBD e metformina insieme, consulta il tuo medico! Potrebbe darti qualche informazione cruciale per la tua situazione!

Cannabis Olio per il Diabete

I diabetici possono fumare erba?

Sebbene l’erba potrebbe sembrare innocua e tantissime persone con il diabete fumino regolarmente senza particolari effetti negativi, il suo uso, secondo alcuni studi, dovrebbe essere evitato o comunque moderato.

Il motivo per il quale fumare erba dovrebbe essere limitato nei casi di diabete è l’interazione tra i farmaci usati per la cura del diabete.

Ecco alcuni consigli che provengono da esperti di cannabis e diabete:

  • Sii consapevole della tua percezione alterata: l’utilizzo di cannabis altera le percezioni e la mente, potresti non essere in grado di riconoscere se ti senti “basso” o “alto” in termini di glucosio nel sangue.
  • Controlla costantemente i tuoi livelli di glicemia, le sensazioni alterate potrebbero ingannarti!
  • Fame chimica: visto che uno degli effetti della cannabis può essere la fame chimica, ricordati di monitorare questa condizione. Pianifica in anticipo la quantità di zuccheri che vorrai assumere e assicurati di regolare la quantità di insulina.
  • Rivolgiti al tuo medico. Seppur parlare di cannabis con il proprio medico può causa imbarazzi, sappi che la sua intenzione è aiutarti e assicurarti di vivere al meglio. Condividere con il medico il fatto che fumi cannabis può portarti ad avere più conoscenza e controllo della situazione. Il tuo medico può aiutarti a capire come meglio gestire la cannabis e la glicemia durante il suo consumo!

Conclusioni:

L’utilizzo di cannabis light o CBD può influenzare in molti modi il benessere di una persona con diabete. Può interagire con alcuni farmaci e, seppur non ci sono tanti studi a riguardo, è bene essere prudenti e limitarne il consumo! Il consiglio migliore che possiamo prendere da questo articolo è: rivolgiti al tuo medico di fiducia e parla dell’uso della cannabis o del CBD. Potrà aiutarti a gestire meglio la situazione e magari evitare spiacevoli imprevisti!

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