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Tutto quello che si può produrre dalla cannabis light, dall’industria al cibo

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La cultura popolare tende a vedere la marijuana come una pianta il cui unico scopo è quello di venir fumata. Sebbene sia verissimo che il fumo è un utilizzo molto importante e caratterizzante della pianta, non è l’unico. Esistono una miriade di altri prodotti che si possono estrarre, o che hanno per materia prima, la cannabis light. Prodotti che rispondono ad uno spettro di esigenze sorprendentemente ampio, dalle necessità edili a quelle alimentari. Vediamone alcune.

In principio, c’era il fumo

Infiorescenza e hashish, così simili e così diversi.

È innegabile, la prima cosa che viene in mente a chiunque conosca la marijuana quando si trova davanti ad una piantina, meglio se femmina e in fiore, è fumarla.

Proprio attorno al fumo si è sviluppata una tradizione, una cultura, anche delle vere e proprie religioni. L’infiorescenza è la parte della pianta che più facilmente si presta allo scopo. Dagli hookah riccamente decorati alle semplici cartine, non c’è penuria di metodi per godersi una buona fumata. Di infiorescenze ne esiste un numero praticamente infinito di varietà, da quelle più antiche e tradizionali a quelle più moderne e innovative. Se in origine la marijuana poteva essere poco saporita e amarognola, nel 2020 c’è solo l’imbarazzo della scelta. Esistono varietà che privilegiano un particolare sapore, oppure un retrogusto. O ancora la potenza di un effetto come quello rilassante, o la sua durata. C’è da perdercisi, davvero. Un mare magnum, quello delle varietà di infiorescenze, che gli esperti di WeWeed hanno navigato in lungo e in largo per riuscire a creare una selezione particolarmente curata di infiorescenze di marijuana light.

Ma le infiorescenze non sono l’unico prodotto della cannabis light che si può fumare. C’è anche l’hashish, e di nuovo se ne possono trovare innumerevoli varietà. A seconda della pianta infatti, ma anche del metodo di estrazione, cambia la tipologia di hashish. Anche qui metodi e varietà spaziano da tradizionali a moderni, e anche in questo caso, WeWeed ha selezionato le opzioni più interessanti. Invariabilmente legali, poiché prodotti derivanti da cannabis light.

E non è ancora finita. Se infiorescenze e hashish tipicamente si fumano, anche se è possibile farne un uso più creativo come un infuso, esistono prodotti della cannabis light che non hanno bisogno di essere bruciati. Come l’olio CBD. Esso è estratto dalla pianta e raffinato per ottenere la concentrazione di CBD (se vuoi saperne di più leggi gli articoli sul cannabidiolo nel blog) desiderata, e tra i prodotti della cannabis light è forse quello di più semplice assunzione. Trattandosi di un principio attivo essenziale, di olio CBD non ne esistono varietà, ma è disponibile in diverse concentrazioni. Naturalmente, l’olio CBD fa parte dell’offerta di WeWeed, e potete trovarlo in questo sito.

Fumo sì, ma anche arrosto

Detto e riconosciuto che il fumo è quello principale, esistono altri prodotti della cannabis light che non hanno bisogno di essere fumati o infusi.

Mi riferisco a quelli che vengono utilizzati in cucina.

prodotti cannabis light
La cannabis non ci da solo foglie e fiori, ma anche semi e farina.

Le maniere di utilizzare la marijuana per cucinare sono davvero tante. Possiamo utilizzarla per aromatizzare del burro, e persino spingerci dall’altra parte del mondo, e insaporire del sushi. Ammetto di non aver mai assaggiato del sushi alla ganja, e non so bene cosa ne potrebbe pensare un giapponese. È innegabile però che le ricette esistono, e sono tante.

Alcune, come la space cake, utilizzano la marijuana per gli effetti dei suoi principi attivi, che siano il THC o il CBD. Ma anche in questo caso, non è l’unico modo.

Anche altre parti della pianta sono infatti commestibili e persino gustose. Come la farina. Essa è prodotta macinando i semi di cannabis dopo averli spremuti e può essere usata in tutti i tipi di impasti. Il contenuto di THC è ovviamente nullo, dato che si trova principalmente nei tricomi e nelle infiorescenze, ed è paragonabile a quella classica. Anzi, a differenza della farina di grano, quella di semi di cannabis non ha glutine, ed è quindi adatta per preparare alimenti per chi soffre di celiachia.

I più attenti avranno notato che ho menzionato una spremitura. Ebbene, anche il prodotto di tale spremitura, l’olio di cannabis (da non confondersi con l’olio CBD) è utilizzato in ambito culinario. Per esempio come condimento. Il suo sapore è delicato, e ricorda vagamente la frutta secca. Può servire quindi a completare il bouquet aromatico delle insalate, magari dopo aver aggiunto qualche noce e una manciata di semi vari. Non lo utilizzerei invece per friggere, dato che è di qualità troppo alta.

Infine, voliamo ancora una volta nella terra del sol levante (o del dragone) per menzionare ancora uno degli insoliti prodotti che la canapa light può fornire. Il tofu. Il procedimento per ottenerlo è simile a quello utilizzato con i semi di soia per il tofu classico, ma con i semi di cannabis. Non ho mai avuto l’occasione di provarlo personalmente, ma il risultato pare che sia molto buono, piacevolmente aromatizzato e, ancora una volta, completamente privo di qualsivoglia effetto di alterazione della coscienza.

I prodotti industriali della cannabis

Nella prima parte ho parlato dei prodotti il cui elemento principale era il principio attivo. Nella seconda ho voluto esplorare il lato dei sapori e dell’arte culinaria. In questa, voglio dire qualcosa sull’importanza che i prodotti della cannabis hanno anche in altri campi, che con alimentazione e divertimento non c’entrano proprio nulla.

Come l’edilizia, o la manifattura.

La leggenda di come Henry Ford in persona riconobbe il potenziale della canapa e tentò di produrre un’automobile costruita e alimentata principalmente con la canapa, è tanto interessante quanto lunga. Il suo tentativo non ebbe successo (spoiler, c’è di mezzo il petrolio), ma, a più di mezzo secolo di distanza, altri pionieri hanno esplorato strade simili. Con più successo.

Ad esempio, alcuni francesi hanno scoperto intorno agli anni novanta che mescolando fibre di canapa, calce e sabbia si potevano produrre dei mattoni dalle notevolissime caratteristiche tecniche. Dotati di una leggera flessibilità che ne mitiga la formazione di crepe in seguito agli sbalzi termici, forniscono anche un ottimo isolamento termico, e sono parecchio più leggeri di quelli tradizionali.

E non solo. Tra i prodotti derivanti dalla cannabis figurano tutte le varie declinazioni che può assumere una fibra forte e resistente. Dalla canapa si può infatti produrre, oltre alla tipica corda, anche un tipo di carta. Non è bianca e splendente come quella chimicamente sbiancata che conosciamo, ma è molto più resistente e, volendo, ecologica. Ma esistono anche tessuti, materiali da artigianato leggero, persino combustibili solidi. Gli usi sono davvero innumerevoli.

Sfortunatamente, carta, sacchi o foratini di canapa non rientrano nell’offerta di WeWeed 🙂 però per tutti gli altri prodotti della cannabis light, lo shop è a vostra disposizione, fateci un salto!

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