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Storia dell’hashish: dall’Arabia del X secolo al prodotto legale

bubblehash hashish legale light
Indice

L’hashish legale è ormai un prodotto di consumo ma non tutti sono familiari con la sua storia secolare. Le sue origini sono radicate nell’antichità e la sua diffusione ha avuto una rilevanza politica, religiosa e sociale che va oltre gli scopi ricreativi.

Cos’è l’hashish?

Il nome hashish” è un adattamento anglofono dall’arabo ﺣﺸﻴﺶ ḥašīš o “erba” ma alcuni sostengono derivi dal termine ﺣﺸﺎﺸﻴﻦḥaššāšīn o “assassino” (clicca qui per saperne di più). E’ sinonimo delle diverse varianti di prodotto ricavato dalla resina di cannabis. La sua forma più basilare viene prodotta dalla compressione e/o purificazione della resina presente nei tricomi delle piante di cannabis. La Single Convention on Narcotic Drugs (convenzione su droga e narcotici) delle Nazioni Unite lo definisce come “la resina separata, cruda o purificata, ottenuta dalla pianta di cannabis”. La sua consistenza può essere solida o resinosa a seconda del metodo di produzione e temperatura.

Differenza tra l’hashish legale e quello illegale

Come nel caso della cannabis light, l’hashish legale o hashish light contiene concentrazioni di THC molto basse, risultando sostanzialmente privo di effetti psicoattivi. Contiene invece il cannabidiolo o CBD in concentrazioni variabili a seconda del prodotto, che ha un effetto rilassante e produce sensazione di benessere. L’hashish light viene ricavato, come si può dedurre, trattando la resina raccolta dalle piante di cannabis light.

Storia e origini dell’hashish

Esistono opinioni discordanti sull’invenzione dell’hashish e se questa vada attribuita ai popoli arabi, alcuni sostengono sia stato frutto di influenze esterne. I reperti sopravvissuti ai secoli sono veramente pochi ma l’opinione condivisa dagli storici è che l’hashish abbia quantomeno avuto la sua prima apparizione nel X secolo in Arabia. La maggior parte dei documenti rinvenuti sono infatti risalenti al secolo successivo, quando i legislatori musulmani iniziarono a valutarne l’utilizzo.

Deserto arabico - storia hashish legaleHaidar e la diffusione dell’hashish come sostanza legale

Come ci si può immaginare in queste prime fasi della sua storia l’hashish non solo era una sostanza legale, il suo consumo era infatti normale quotidianità. Uno dei personaggi spesso citati in relazione alla diffusione dell’uso di hashish è lo sceicco Haidar. Qualcuno addirittura sostiene che sia stato proprio lui a scoprire gli effetti psicoattivi del THC ma molti considerano questa opinione piuttosto improbabile. L’influenza di Haidar si colloca infatti tra il 1155 e il 1221, periodo in cui l’utilizzo di hashish era già diffuso. Se non altro esistono prove documentali del suo apprezzamento verso gli effetti psicoattivi da esso prodotti, tanto da incoraggiare i suoi seguaci a farne uso. Pare che questo sia stato un fattore importante nel dare il via alla diffusione dell’hashish, soprattutto nei paesi vicini come Egitto e Iraq.

Genghis Khan, colonialismo e mercato globale

Ghengis Khan - storia hashish legale

Il XIII secolo segna un forte incremento nella diffusione dell’hashish in medio oriente. Uno dei fattori chiave in questo senso furono proprio le incursioni delle orde mongole al seguito di Genghis Khan in Asia centrale e in Russia. La circolazione dell’hashish si espande quindi a derive prima sconosciute. La più antica monografia sull’hashish (“Zahr al-‘arish fi tahrim al-hashish”) risale agli anni immediatamente successivi. Il testo fa un resoconto della diffusione dell’hashish nel corso del XIII secolo.

La graduale ramificazione delle reti commerciali favorì l’inizio della fase successiva: l’arrivo in Europa. Non proprio tutti si mostrarono entusiasti e pare che lo stesso Marco Polo fosse uno degli oppositori. Ma non bastò qualche parere negativo, se pur autorevole, a mettere i bastoni tra le ruote a un processo ormai avviato.

Arriva l’era del colonialismo e gli scambi tra le culture europee e quelle asiatiche alimenta il fenomeno. Il tabacco diventa una fetta importante del commercio globale che fa da traino per l’hashish in Europa e nelle colonie. Siamo nel XVII secolo e in piena rivoluzione industriale: diventano disponibili macchinari e nuove tecniche di setacciatura. Con l’aumentare dell’efficienza aumenta la produzione e di conseguenza la distribuzione globale.

Invasioni Napoleoniche e circoli intellettuali

Napoleone - storia hashish legale

Per questa porzione della sua storia l’hashish rimane quindi una sostanza legale e di libero utilizzo. Tuttavia, alla fine del XVIII secolo ci pensa Napoleone Bonaparte a rimescolare le carte. E’ il 1798 e Napoleone guida il suo esercito nell’invasione dell’Egitto. La cultura islamica non contempla l’assunzione di alcoolici e i soldati francesi trovano nell’hashish un sostitutivo per allentare i nervi. E’ proprio in questo periodo infatti che tra i ranghi francesi si innesca una rapida impennata nei consumi. Questa droga che Napoleone associa a un popolo “inferiore” sta spopolando tra i suoi fedeli e la cosa proprio non gli va giù. E’ così che nel 1800 proibisce l’uso di hashish, non solo al suo esercito ma all’intero Egitto. La circolazione di hashish viene stroncata costringendo gli stabilimenti a interrompere le attività e distruggendone i prodotti, compresi quelli di importazione.

Sia chiaro, questo non fu sufficiente ad arrestare la diffusione dell’uso di hashish in Europa. Proprio in Francia e paesi limitrofi infatti, divenne di comune utilizzo per artisti, letterati e membri rilevanti della società. Molti conoscono il libro intitolato Hashish e alienazione mentale ad opera di Jacques-Joseph Moreau, primo nel suo genere. Lo stesso Moreau condusse una serie di sessioni collettive pressoché sperimentali durante le quali i partecipanti consumavano Hashish per poi condividere le proprie conclusioni.

Dalla proibizione del 900 ai giorni nostri

Arriviamo quindi al secolo in cui viene definitivamente tirato il freno a mano: Nel 1934 le importazioni dalla Cina vengono interrotte e un gran numero di paesi inizia a varare leggi proibizioniste. Si inaspriscono le pene per la coltivazione e il consumo di cannabis (hashish compreso) e ci si avvicina quindi a una realtà più simile a quella che le nostre generazioni hanno conosciuto. E pensare che fino a relativamente poco tempo prima (circa 1894) l’hashish non solo era perfettamente legale ma il suo mercato raggiungeva il picco massimo nella storia. Si ipotizza che tra i fattori che hanno contribuito a demonizzare l’immagine della cannabis e i suoi derivati, l’avanzamento dell’industria farmaceutica abbia avuto il suo peso. Mentre da un lato ci si allontanava dai rimedi naturali per sostituirli con pillole e composti chimici, dall’altro si divulgavano i rischi per la salute fisica e mentale derivanti dalle droghe a base di cannabis. Come tutti sappiamo il commercio illegale non si è mai fermato ma i “fasti” passati non sono mai più stati raggiunti.

Nei decenni successivi il Marocco ha giocato un ruolo da protagonista nella produzione e il commercio, contemplato dalla legge fino alla metà degli anni 60′. Da circa dieci anni a questa parte il “primato” si è invece spostato in Afghanistan.

L’hashish legale oggi

Ai giorni nostri le tecniche di produzione e la ricerca scientifica hanno fatto passi da gigante. Non solo è possibile acquistare e fare uso di hashish legale ma si sono raggiunti degli standard di qualità eccellenti. Come nel caso della cannabis light, i pregiudizi legati alla vecchia “caccia alle streghe” stanno via via svanendo.

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