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Fumo pakistano: cos’è, come si fa e quali caratteristiche ha questo tipo di hashish

fumo pakistano

Indice

Simile al Charas per gusto e metodo di preparazione, il fumo pakistano è un diretto discendente della famosa resina prodotta in India. Una variante nata in Pakistan diversi secoli dopo l’originale, ma che ne conserva quasi tutti i grandi pregi. Rispetto a quello indiano, l’hashish pakistano è infatti realizzato con le genetiche tipiche del luogo, e possiede dunque il gusto e gli odori tipici del posto. In questo approfondimento sul fumo pakistano scopriamo cos’è, come si produce questa particolare resina, che gusto ha e quali sono le sue principali caratteristiche.

Cos’è il fumo pakistano

Fumo pakistano e charas indiano, come abbiamo visto, possiedono moltissimi punti di contatto. Mentre il charas si diffondeva dall’India all’occidente, il Pakistan è infatti venuto in contatto con i suoi metodi di preparazione, dando così origine alla propria caratteristica variante. Aspetto e odore dell’hashish pakistano sono dunque simili a quelli del charas, così come il particolare e difficilissimo metodo di produzione che caratterizza questo tipo di resina.

Come il charas, anche il fumo pakistano si presenta sotto forma di una pasta dal sapore intenso e dalla consistenza malleabile. Solitamente di colore verde scuro all’interno e nero all’esterno, nella sua versione al THC può raggiungere concentrazioni fino al 15%; questo a patto di essere consumata fresca, appena preparata. Può essere fumato normalmente o mediante il bong, anche se il metodo migliore per preservarne le caratteristiche è, ovviamente, il vaporizzatore.

Gusto e odore

Il fumo pakistano è amato soprattutto per il suo sapore deciso e pregiato. Questa particolare qualità di hashish possiede infatti un’aroma balsamico e molto equilibrato, dal sentore erboso e pungente. Il gusto si espande subito sulla lingua e vi permane, e l’effetto è immediato e intenso. Anche l’odore è caratteristico, penetrante e inconfondibile, e rimane nell’aria a lungo dopo che lo si è consumato.

Consumarlo fresco, appena preparato, è il sistema migliore per godere dell’unicità dell’hashish pakistano. E per ottenere il massimo dell’azione dei suoi principi attivi.

Come si prepara l’hashish pakistano

hashish-charas-fumo

Preparare il fumo pakistano è molto simile a preparare il charas indiano. Entrambi, infatti, sono resine estratte dai tricomi della Canapa Sativa mediante sfregamento. Per preparare l’hashish pakistano si parte dalle infiorescenze fresche, che vengono prima lavate e poi passate a lungo tra le mani; questo processo deposita sulla pelle la resina rilasciata dai tricomi, ovvero la parte con la maggior concentrazione di principio attivo. Le mani si tingono di nero e più si va avanti con il processo, più strati di hashish si depositano. Quando sulle mani si è ottenuta una patina di hashish abbastanza consistente, questa viene raccolta in forma di palline e messa a conservare.

Dalla tradizione indiana deriva anche l’abitudine, importata in Pakistan in tempi antichi, di recitare dei mantra quando si strofinano le infiorescenze. Un modo per stabilire un contatto spirituale con la divinità e di legare la raccolta della resina alle meditazioni quotidiane.

Come il charas, anche l’hashish pakistano ha quindi un processo di preparazione molto delicato, lungo e ripetitivo. Le infiorescenze fresche rischiano di rompersi se si usa troppa energia, e anche gli stessi tricomi potrebbero perdere parte della resina se non si presta attenzione. Produrre una quantità sufficiente di resina richiede inoltre molto tempo, perché lo sfregamento obbliga a pause continue per riposarsi e far asciugare le mani. Per questo il fumo pakistano, proprio come il charas, è una delle qualità di hashish più raffinate e ricercate.

Soprattutto in occidente, dove il fumo pakistano è arrivato poco dopo il charas indiano, acquistare autentica resina orientale non è facile, e spesso si rischia di incorrere in imitazioni non altrettanto pregiate.

La versione light del fumo pakistano

Ciò che rende il fumo pakistano così apprezzato è proprio il suo sapore fresco e balsamico. Ma, come dicevamo, non è semplice accedere alla resina autentica, e molte varianti che si trovano in occidente non ne possiedono la stessa superba unicità. È anche per questo che, con il tempo, è stata sviluppata una variante light dell’hashish pakistano, che ne possiede tutto il gusto e l’unicità; ma senza gli effetti psicotropi correlati.

Si tratta infatti di una resina ad alto contenuto di CBD, spesso creata usando la tecnica dello sfregamento delle infiorescenze fresche. Per produrre il fumo pakistano light si parte da sementi di Canapa Sativa rigorosamente a basso contenuto di THC, iscritte dunque nel catalogo europeo certificato. Una volta raccolte e lavate le infiorescenze, si estraggono i tricomi ad alta concentrazione di CBD, avendo cura di depositare i principi attivi nei vari strati di resina prodotti.

Spesso, le migliori piante dalle quali si ottiene l’hashish pakistano sono colitvate indoor, per assicurarsi un’alta qualità del prodotto finale e un processo di produzione controllato. Come il charas, anche il fumo pakistano light è acquistabile dai rivenditori di prodotti a base di CBD. È del tutto legale e sicuro, a patto di comprarlo solo da realtà conosciute, certificate e trasparenti.

 

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