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Delta-8-THC: la nuova frontiera del THC? Scopriamolo assieme

Cos'è il Delta-8-THC?

Indice

Se bazzicate su blog e siti dedicati alla cannabis e alle sue numerose proprietà, vi sarà di certo capitato di sentir parlare del Delta-8-THC. Da qualche mese, infatti, questo interessante fratellino del THC si sta facendo notare per le sue interessanti caratteristiche. Ma di cosa si tratta, esattamente, e che correlazione c’è tra questa molecola e il più celebre Delta-9-THC? Vediamolo insieme spulciando le ultime ricerche chimiche.

Cos’è il Delta-8-THC

Il Delta-8-THC o Δ⁸-THC è una delle molecole attive presenti nella Canapa Sativa. È frutto di una lunga serie di reazioni che avvengono durante il naturale ciclo di vita della pianta, ma è presente solo in piccolissime quantità. È un isomero del Delta-9-THC, ovvero una molecola in cui sono presenti gli stessi atomi (C, H e O) ma posizionati in modo differente. In questo caso, a cambiare tra le due molecole è la posizione di un doppio legame; una differenza di pochi nanometri nella distanza tra tre atomi che però provoca differenze consistenti nell’attività delle due molecole. 

Come il fratello maggiore, anche lui i si porta dietro un nome di famiglia difficile da ricordare. Nell’ambiente chimico è infatti conosciuto come 6,6,9-trimethyl-3-pentyl-6a,7,10,10a-tetrahydrobenzo[c]chromen-1-ol, nome che denota la complessità della sua struttura. E che dà un’idea di quanto possano essere complesse le sue interazioni.

Perché è interessante e come si comporta nel nostro organismo

Il Δ⁸-THC è considerato un analogo del tetraidrocannabinolo comune proprio perché le due strutture sono assai simili, così come alcuni degli effetti. Anche il Delta-8-THC infatti possiede proprietà antiemetiche, ansiolitiche, analgesiche e stimolanti dell’appetito; in più, è dotato di una discreta proprietà neuroprotettiva, che lo rende oggetto di molte attenzioni da parte dei ricercatori. Anche il Delta-8-tetraidrocannabinolo è infatti in grado di legarsi al recettore CB1 (ve lo ricordate? Ne abbiamo parlato spesso qui sul blog weweed) e di attivarlo. Nello specifico, l’attivazione di questo recettore cannabinoide permette al nostro organismo di inibire l’adenilato ciclasi, di incrementare l’attività della MAP-chinasi e di modulare diversi canali di conduzione del potassio. Ovvero, di intervenire su diverse funzioni celebrali e neurobiologiche, spesso portando benefici per la nostra salute.

Al contrario del tetraidrocannabinolo comune, inoltre, la potenza psicotropa del Delta-8-THC è molto bassa, tanto da renderlo un soggetto di studio davvero molto interessante.

I benefici del Delta-8-THC secondo le ultime ricerche

Benché siano ancora poche le ricerche sul Δ⁸-THC (anche a causa della sua scarsa concentrazione all’interno della pianta), è già possibile trovare in rete pubblicazioni che illustrano potenziali effetti benefici di questa molecola. In uno studio svolto a Gerusalemme, ad esempio, i ricercatori hanno riportato la capacità del Delta-8-THC di attenuare nausee e malesseri in pazienti del reparto di oncologia pediatrica; dando così una conferma delle proprietà antiematiche di questa sostanza.

Altri studi hanno investigato le sue proprietà stimolanti dell’appetito, dando segnali positivi su l’uso di questa molecola per contrastare la perdita di peso per ragioni mediche. 

Ma è possibile estrarre questa molecola in modo semplice?

La risposta a questa domanda è no, almeno non se non si possiedono buone capacità chimiche. Come anticipavamo, infatti, il Δ⁸-THC è presente solo in quantità molto ridotte. È possibile che in futuro si riesca a trovare una genetica che ne contenga una percentuale maggiore, e che si riesca a ottenerla attraverso selezioni dei ceppi già presenti. Ma per il momento, isolare la molecola è un delicato processo chimico che richiede materiali e ambienti controllati.

La cosa positiva, però, è che man mano che la ricerca sul Δ⁸-THC va avanti, più diventano comuni i prodotti commerciali che sfruttano questo cannabinoide come base. I distillati più moderni posseggono già concentrazioni più elevati di Δ⁸-THC (che arrivano anche al 50%); non è difficile quindi immaginare che da qui a qualche anno avremo accesso a oli ed estratti che lo contengono in quantità utili e interessanti.

Fino ad allora possiamo continuare ad affidarci al caro vecchio CBD, che possiede molti degli aspetti benefici visti sopra. E che viene venduto da rivenditori autorizzati come WeWeed in modo controllato e sicuro.

Articoli citati

Very low doses of delta 8-THC increase food consumption and alter neurotransmitter levels following weight loss.
Avraham Y1, Ben-Shushan D, Breuer A, Zolotarev O, Okon A, Fink N, Katz V, Berry EM.
doi: 10.1016/j.pbb.2004.01.015

An efficient new cannabinoid antiemetic in pediatric oncology.
Abrahamov A1, Abrahamov A, Mechoulam R.
doi: 10.1016/0024-3205(95)00194-b

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