Schimicare: Tutto Ciò Che Devi Sapere sulla Fame Chimica

Staff WeWeed

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“Schimicare”, verbo ben noto ai consumatori di cannabis, è l’atto di mangiare compulsivamente in preda alla fame chimica. È un fenomeno che colpisce tutti i consumatori di cannabis, e talvolta di altre sostanze. Ma come funziona esattamente e quale ruolo gioca il sistema endocannabinoide nel nostro corpo? Questo articolo esplora i dettagli scientifici, psicologici e fisiologici di questa condizione.

Cos’è la Schimicata?

Il termine “schimicata” è un gergo spesso utilizzato per descrivere una mangiata in preda alla fame chimica indotta dal consumo di cannabis. È un gergo noto soprattutto tra i giovani e gli utenti abituali di cannabis e solitamente porta a mangiare senza ritegno pietanze dolci, salate e junk food!

Si, esiste una vera e propria tendenza a mangiare cibi non sani, dolci o altamente palatabili. Sai perché? Te lo spieghiamo subito!

Che Cosa è la Fame Chimica?

La fame chimica è un’intensa voglia di cibo che si attiva quando il THC (tetraidrocannabinolo), il principio attivo della cannabis, interagisce con specifici recettori nel sistema endocannabinoide, in particolare nel bulbo olfattivo del cervello.

schimicare

THC, Sistema Endocannabinoide e Bulbo Olfattivo: Come si Innesca la Fame Chimica?

Uno degli aspetti più affascinanti e complessi della cannabis è il modo in cui interagisce con il sistema endocannabinoide (SEC) umano. Il tetraidrocannabinolo (THC), uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis, svolge un ruolo chiave in questa interazione, influenzando una varietà di funzioni biologiche, tra cui la cosiddetta “fame chimica“. Vediamo di capire meglio come tutto questo si collega.

Sistema Endocannabinoide: Una Panoramica

Il sistema endocannabinoide è un sistema di segnalazione lipidica presente in tutto il corpo umano. È composto da recettori (CB1 e CB2), endocannabinoidi (come l’anandamide e il 2-AG) e enzimi che regolano la produzione e la degradazione di questi composti. Il SEC è coinvolto in una serie di processi fisiologici, tra cui l’umore, il dolore, l’appetito e la memoria.

THC e il Sistema Endocannabinoide

Il THC si lega principalmente ai recettori CB1, che sono ampiamente distribuiti nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Questa interazione attiva una serie di risposte che possono includere sensazioni di euforia, rilassamento e, in alcuni casi, una fame improvvisa che per questo motivo viene definita “chimica”.

Il Ruolo del Bulbo Olfattivo

Il bulbo olfattivo è una struttura cerebrale coinvolta nel trattamento delle informazioni olfattive. Si trova nel sistema limbico del cervello e gioca un ruolo significativo nell’olfatto e nel gusto. Ricerche recenti hanno mostrato che il THC può influenzare direttamente il bulbo olfattivo, alterando e “migliorando” la percezione degli odori e dei sapori.

Perché viene la chimica? L’Innesco della Fame Chimica

Quando il THC si lega ai recettori CB1 nel bulbo olfattivo, si verifica una serie di eventi che amplificano la sensazione olfattiva e gustativa. Questo fenomeno è stato osservato in esperimenti su animali, dove i roditori mostravano un aumento dell’appetito e dell’assunzione di cibo dopo la somministrazione di THC.

I ratti a cui veniva somministrato il THC mostravano più interesse nei confronti del cibo, si trattenevano per più tempo ad annusarlo e ne una quantità superiore rispetto al gruppo di controllo a cui non era stato somministrato il THC.

A conferma di questa interazione, un gruppo di topi a cui furono eliminati i recettori dei cannabinoidi del bulbo olfattivo, non mostrarono nessuna alterazione nell’interesse nei confronti del cibo anche dopo la somministrazione del THC.

Il collegamento tra il THC e il bulbo olfattivo potrebbe essere uno dei fattori chiave che innesca la “fame chimica” negli umani, ma pare non sia l’unico.

schimicare in fame chimica

La Complessità della “Fame Chimica”: Oltre il Bulbo Olfattivo

Il quadro complessivo della “fame chimica” indotta dal THC è molto più articolato di quanto il solo bulbo olfattivo possa spiegare. Altri studi scientifici hanno evidenziato che il THC non solo agisce sul bulbo olfattivo ma anche su altre aree del cervello, come il nucleo accumbens e l’ipotalamo, coinvolte nella regolazione dell’appetito e del piacere associato al cibo.

Nucleo Accumbens e Dopamina: Un Duetto di Piacere e Appetito

Una delle ricerche emergenti riguarda il modo in cui il THC interagisce con il nucleo accumbens, un’area cerebrale che gioca un ruolo cruciale nella sensazione di piacere e nel rilascio di dopamina. Sembra che il THC amplifichi la liberazione di dopamina in questa regione, un neurotrasmettitore che è strettamente collegato alla sensazione di piacere e, di conseguenza, all’appetito.

Ipotalamo e Grelina: Gli Architetti dell’Appetito

Alcuni studi hanno indicato che il THC può anche agire sull’ipotalamo, un’altra regione cerebrale coinvolta nella regolazione dell’appetito. Qui, il THC sembra stimolare la secrezione dell’ormone grelina, noto per incrementare l’appetito.

Schimicare con il junk food: è un caso?

Curiosamente, altre ricerche suggeriscono che il consumo di THC potrebbe anche influenzare temporaneamente le nostre scelte alimentari, portandoci a preferire alimenti ad alto contenuto di grassi e zuccheri. Questo potrebbe spiegare perché in momenti di “fame chimica” ci ritroviamo spesso a desiderare snack golosi piuttosto che opzioni più salutari come un’insalata.

Anche la propensione a scegliere junk food per la propria schimicata sembra legata alla secrezione di dopamina e al cosiddetto “ciclo di ricompensa“. Ogni volta che consumiamo questi alimenti, il nostro cervello rilascia dopamina, rafforzando il comportamento alimentare e incoraggiandoci a ripeterlo. In altre parole, mangiare junk food ci fa sentire bene temporaneamente, il che ci spinge a cercare quella stessa sensazione ancora e ancora, ottenendo così un effetto “compound“!

Come Capire se Si è in Fame Chimica?

La fame chimica può manifestarsi come una voglia irresistibile di cibo, in particolare snack o alimenti ricchi di zuccheri e grassi. Potresti notare che gli odori e i sapori sono più intensi e che ti trovi ad annusare e mangiare più del solito. Ma di base si, se hai consumato della cannabis e hai una voglia irrefrenabile di aprire un app di delivery e ordinare mezzo menù del tuo ristorante preferito, sei in fame chimica!!

In questo video potrai capire meglio la scienza dietro lo schimicare, dai un occhiata!

Quando Passa la Fame Chimica?

Generalmente, la fame chimica può durare per diverse ore dopo il consumo di cannabis, a seconda della quantità e della potenza del prodotto utilizzato. Con il tempo, gli effetti tendono a diminuire gradualmente e dopo due ore al massimo puoi ritenerti al sicuro!


In conclusione, la “fame chimica” o “schimicare” è un fenomeno complesso che coinvolge una serie di fattori fisiologici e neurologici. Grazie agli avanzamenti nella ricerca, stiamo iniziando a comprendere meglio come e perché si verifica. E come si suol dire, la conoscenza è potere—soprattutto quando si tratta di comprendere gli effetti delle sostanze che assumiamo.

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