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Marijuana outdoor: tutto quello che c’è da sapere sulla coltivazione all’aperto

marijuana outdoor
Indice

Coltivare marijuana outdoor è sempre una sfida. Oltre che tempo e risorse, questa pratica richiede infatti conoscenza e abilità nel saper prevenire minacce e inconvenienti. Questa è una verità, sia per growers delle farms thc che dei coltivatori di marijuana legale. In questo articolo vediamo quali sono le risorse necessarie per coltivare cannabis outdoor, quali sono le fasi principali e quali le genetiche di cannabis più adatte allo scopo. Inoltre, ci soffermeremo anche su come coltivare marijuana outdoor in serra, e su come difendersi da muffe e infestazioni di parassiti.

Marijuana outdoor: quali sono i vantaggi?

Ci sono numerosi benefici nel coltivare marijuana o cannabis legale outdoor. Il primo, e più scontato, è che buona parte delle risorse necessarie a far crescere le piante sono rese già disponibili dall’ambiente. Luce, terreno, ventilazione, sono tutte cose delle quali non dobbiamo preoccuparci se ci affidiamo alla natura. Ma non sono le uniche. Intanto, le piante di cannabis outdoor sono in media più grandi, proprio perché hanno accesso a molte più risorse naturali. Inoltre, se disponiamo di un campo di medie dimensioni abbiamo a disposizione molto spazio, e dunque possiamo dar vita a una grande quantità di piante.

Anche l’acqua è un fattore da non sottovalutare. Una coltivazione di cannabis outdoor dovrà sempre essere innaffiata, certo, ma ci saranno periodi in cui le piogge ci risparmieranno parte del lavoro. Il terreno, inoltre, proprio perché esposto all’ambiente aperto, è solitamente più ricco di microorganismi benefici per la pianta, e di insetti che aiutano a coltivare la nostra marijuana outdoor. Coltivare cannabis o canapa all’aperto è decisamente più impegnativo rispetto alla marijuna indoor, ma seguendo i giusti accorgimenti potremo ottenere risultati ottimali e una qualità alta del prodotto finale. Nel nostro articolo troverai tutto ciò che c’è da sapere tutto sulla marijuana outdoor.

Le risorse necessarie per coltivare cannabis outdoor

Se coltivare marijuana outdoor ha dunque molti vantaggi, bisogna anche tenere conto delle risorse necessarie per ottenere un buon raccolto. Innanzitutto, è bene scegliere la zona giusta dove far crescere le nostre piante. Una coltivazione di cannabis outdoor richiede un terreno esposto all’irraggiamento solare, riparato dagli agenti atmosferici e a temperatura adeguata.

Il clima mite e controllato è l’ideale per coltivare cannabis outdoor. Temperature stabili tra i 12°C e i 30°C, esposizione possibilmente a meridione e luce solare diretta, dunque, sono ciò che garantisce piante sane e raccolto proficuo. Anche suolo e fertilizzanti sono un passaggio chiave nella crescita della nostra marijuana outdoor.

Se si sta acquistando da zero un nuovo terriccio, meglio scegliere miscele già concimate, prestando attenzione però a che il concime sia di tipo naturale e presente in modeste quantità. Se invece si sta arricchendo il proprio terreno, meglio scegliere fertilizzanti a lento rilascio, di origine naturale. A seconda delle esigenze, sono disponibili infatti diverse soluzioni organiche. Compost per nutrire il terreno; gusci d’uovo per arricchire di calcio e sali Epsom per il magnesio. Nonché calce per bilanciare il PH e farina d’ossa, guano e humus di lombrico per concimare la nostra coltivazione di cannabis outdoor.

Infine, è bene saper scegliere il giusto mese di semina e raccolta, per seguire il ciclo naturale della crescita della pianta.

Marijuana outdoor

Le genetiche di marijuana outdoor più adatte

Uno dei fattori dei quali dobbiamo tenere più conto, quando coltiviamo marijuana outdoor, è la genetica. A seconda del clima e dell’esposizione al sole, infatti, la nostra coltivazione di cannabis outdoor richiederà una o più varietà specifiche. In generale, ad esempio, è bene ricordare che la varietà Indica è più adatta in condizioni climatiche avverse; mentre quella Sativa richiede temperature più elevate e maggiore luminosità.

Sempre parlando di Europa, si può fare una distinzione tra chi coltiva nel Nord Europa e chi invece nel Sud Europa. I primi dovrebbero guardare alle varietà Indica che possono essere raccolte a fine settembre, così da evitare i mesi più rigidi. I secondi, invece, hanno più possibilità di scelta; il clima mite e l’ottima esposizione solare permettono di acquistare molte varietà di Sativa, anche quelle che fioriscono ad autunno inoltrato.

Per i climi più freddi, le varietà più resistenti e adatte sono la Northern Light, la White Widow, la Somango XL e la Blue Cheese. Tutte varietà capaci di sopportare un clima più rigido; nonché di garantire un periodo di fioritura più breve e una raccolta agli inizi di settembre. Per quelli caldi, consigliamo tra le altre la Sour Diesel, l’Amnesia Haze e la Fruit Spirit.

Le fasi della coltivazione della cannabis outdoor

Come dicevamo, scegliere il giusto momento in cui seminare la propria cannabis outdoor è il modo migliore per cominciare. In Europa, ad esempio, esiste un vero e proprio calendario delle fasi climatiche messo a disposizione dei coltivatori per poter gestire al meglio la propria coltivazione. Con l’esperienza, poi, si impara a tenere conto in modo istintivo dei periodi dell’anno, della posizione del sole e dei cicli lunari; anche questi ultimi, infatti, intervengono nel processo per coltivare la marijuana outdoor.

Prima fase: la germinazione

Il primo passo per far crescere la nostra marijuana outdoor è la germinazione. I semi vanno fatti germinare in casa, a partire dalla prima settimana di marzo e fino all’equinozio di primavera. È in questa fase, infatti, che le giornate cominciano ad allungarsi, e che la luce solare comincia a diventare ottimale per la nostra coltivazione di cannabis outdoor.

Seconda fase: lo stadio di plantula

Una volta germinati, i nostri semi entrano nella fase di plantula. Questo stadio dura circa due settimane, ed è un momento molto delicato per la nostra coltivazione. Se si vive in una zona fredda, è bene tenere ancora per un po’ i semi all’interno, per assicurarci che il gelo primaverile non li rovini. Luce controllata e temperatura stabile sono ciò di cui le nostre piante in divenire hanno bisogno in questo momento.

Terza fase: la semina

Siamo ormai arrivati ad aprile, ed è il momento di trapiantare i nostri semi all’aperto. Il momento migliore per farlo è quando il ciclo lunare arriva al suo punto di minimo, e la luna entra in fase crescente. Una volta trapiantate, le nostre piante di marijuana cominceranno a crescere in modo consistente, alzandosi e sviluppandosi in volume. Una volta arrivate all’estate, l’irraggiamento costante e intenso permetterà loro di ultimare la crescita e di avvicinarsi al momento della cimatura.

Quarta fase: la cimatura

Ora che sono cresciute, le nostre piante sono pronte ad essere cimate, ovvero potate. In questa fase, dobbiamo tagliare la punta del fuso principale della nostra pianta di marijuana outdoor. La cimatura, o topping, ci permette infatti di stimolare la crescita delle ramificazioni secondarie; ottenendo così una pianta con un numero maggiore di infiorescenze e più ricca. Questa fase può essere eseguita nei mesi che vanno da giungo ad agosto; dopo, le piante di cannabis inizieranno a fiorire e non sarà più utile cimarle.

Quinta fase: la pre-fioritura

Poco prima della fioritura, sarà possibile identificare il sesso delle nostre piante. Questa fase è molto importante, perché ci permette di individuare ed eliminare le piante di sesso maschile; e di evitare che queste impollino il resto della coltura. Per riconoscere il sesso della nostra cannabis outdoor, è sufficiente guardare i pre-fiori. Se abbiamo davanti una pianta di sesso femminile, vedremo che i pre-fiori formano delle piccole nicchie a forma di goccia dalle quali poi spunterà il pistillo. Nel caso delle piante di sesso maschile, invece, troveremo solo delle piccole sacche prive di peletti.

Se non vogliamo produrre semi, dunque, ci basta eliminare le piante maschili dalla nostra coltivazione di cannabis outdoor.

Sesta fase: lo sfoltimento

Siamo arrivati vicino all’equinozio di autunno, momento che la nostra marijuana outdoor interpreta come perfetto per fiorire. In questa fase il nostro intervento è minimo. Basta assicurarci che i rami abbiamo il giusto spazio e la corretta esposizione al sole, sfoltendo le piante dove necessario; e poi aspettare che il processo naturale si compia.

Settima fase: la raccolta

E siamo all’ultima fase di vita della nostra coltivazione di cannabis outdoor. La raccolta comincia a metà settembre, e può andare fino a metà novembre in base alle condizioni specifiche del nostro clima. Finalmente possiamo raccogliere i frutti del nostro lavoro. Meglio farlo al mattino, e seguendo i cicli lunari, durante una fase decrescente della luna calante.

Coltivare cannabis outdoor

Coltivare cannabis outdoor: come prevenire muffe e infestazioni di parassiti

Ora che abbiamo visto quali sono le fasi necessarie per coltivare cannabis outdoor, dobbiamo capire come difendere la nostra coltivazione. Parassiti, muffe e insetti sono compagni naturali nel coltivare marijuana all aperto, ma non sempre sono benefici. La stessa fauna del luogo, se la vostra coltivazione non è recintata e protetta, potrebbe rovinare le vostre piante.

Per capire come difendere la nostra coltivazione marijuana outdoor da questo tipo di minacce, dobbiamo prima individuare i sottogruppi che possono entrare in contatto con la nostra piantagione. Possiamo dividerli in tre macrogruppi: animali di piccola-media taglia, lumache e insetti, e parassiti.

Gli animali di media taglia

Sembra incredibile, a una prima occhiata, ma gli animali di piccola e media taglia sono fortemente attratti dalle coltivazioni di cannabis outdoor. Questo perché le piante di marijuana hanno infiorescenze ampie e profumate, che stuzzicano i sensi di molti degli animali che bazzicano intorno al nostro terreno. Per evitare che questi possano distruggere le nostre piante, possiamo innanzitutto proteggerle con delle reti. Meglio in plastica e non in metallo, per evitare riflessi che possono danneggiare la crescita della pianta.

Sensori di movimento, luci e flash sono un buon modo per spaventare lepri e cervi, e per evitare che raggiungano le piante. Infine, può sempre essere utile marcare il territorio. Ebbene sì, coltivare marijuana outdoor vi porta a fare cose alquanto particolari, come far pipì intorno alla vostra coltivazione per scoraggiare visitatori indesiderati.

Insetti e lumache

In questo caso, parliamo di animali troppo piccoli per essere tenuti fuori da una rete. Quando si parla di lumache e insetti, la cosa migliore è rivolgersi a repellenti e prodotti organici specifici per la specie che infesta la nostra coltura. Occhio però a non esagerare, o rischiate di allontanare anche gli insetti benefici per la vostra marijuana outdoor.

Una soluzione naturale e pulita è quella di piantare intorno alla vostra coltivazione di cannabis outdoor una o più file di piante cosiddette amiche. Cipolle, gerani, margherite e aglio possiedono forti proprietà repellenti per gli insetti. E possono al contempo allontanare i piccoli roditori.

I parassiti

L’ultima categoria di animali pericolosi per la nostra coltura è anche la più complessa da contrastare. Il problema con i parassiti, infatti, è che l’infestazione tende a degenerare molto velocemente; se non si interviene subito, si rischia di perdere l’intera coltivazione.

La cosa migliore, dunque, è prevenire il problema. Acquistando un buon terreno di coltivazione, garantito e controllato, si limita il problema dei parassiti. Se questo non basta, però, si può ricorrere a una misura estrema. La sterilizzazione a vapore è l’ultima spiaggia quando si combattono i parassiti. Occhio però che si tratta di un procedimento drastico; oltre ad allontanare i parassiti, infatti, processi di questo tipo uccidono anche gli organismi benefici presenti nel nostro terreno. Una volta messa in atto, è necessario ritrattare il suolo e rintrodurre i microrganismo positivi per assicurarsi una buona crescita della nostra cannabis outdoor.

Marijuana outdoor serra

La coltivazione di marijuana outdoor in serra

Una menzione particolare merita la coltivazione di cannabis outdoor in serra. Si tratta di un sistema di coltivazione a metà tra l’outdoor e l’indoor. La serra garantisce infatti un ambiente controllato, minori attacchi da parte di animali e parassiti e una più semplice gestione delle crescita delle piante. Al contempo, però, come nell’indoor sono necessarie tutta una serie di accortezze per quanto riguarda l’esposizione solare, l’acqua e la temperatura alla quale manteniamo la serra.

È inoltre un sistema utile per coltivare marijuana outdoor anche fuori dai normali cicli stagionali. Come per molte altre varietà di piante, infatti, la serra ci permette di ricostruire il microclima adatto alla nostra cannabis; e di ottenere così una coltivazione di cannabis outdoor in momenti e luoghi dove altrimenti non sarebbe mai nata.

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