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Epilessia e CBD: ecco cosa dice la scienza negli studi più aggiornati?

Indice

Il rapporto tra CBD ed epilessia è stato investigato fin dal XIX secolo. In questi ultimi anni, però, le ricerche finalizzate a rivelare e dimostrare i benefici dell’assunzione di cannabis light nei pazienti affetti da sindrome epilettica si sono moltiplicate. E noi abbiamo preso in mano le più recenti tra queste e siamo pronti a raccontarvi gli ultimi dati scientifici a riguardo.

Disclaimer: questo non è un articolo di consigli medici e le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere di un medico.

CBD ed epilessia: un rapporto interessante

L’attenzione medica, legislativa e mediatica verso i trattamenti a base di CBD si è intensificata, negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti. È proprio qui che, diversi anni fa, è stato consentito per la prima volta il trattamento dell’epilessia attraverso prodotti ad alta concentrazione di cannabidiolo. Quello che si era già notato nel corso dei decenni infatti, e che è stato ripreso in mano negli studi recenti, è che la molecola del cannabidiolo è capace di modulare il nostro sistema endogeno potenziando la neurotrasmissione intrinseca; ovvero, in parole più semplici è in grado di interagire con i recettori responsabili delle nostre trasmissioni neuronali, quelle che se alterate danno origini a disturbi come l’epilessia. Interfacciandosi con questi recettori, il CBD è in grado di attenuarne l’iperattività e di lenire le disfunzioni.

Ciò che questi studi hanno evidenziato, dunque, è che l’assunzione di cannabis light nei pazienti affetti da epilessia migliora in modo significativo la loro condizione. Inoltre, soggetti che avevano dimostrato resistenza verso altri farmaci anti-epilettici hanno avuto invece risposte molto positive dal trattamento con la cannabis light. Dove altri farmaci si rivelano poco efficaci, la CBD è infatti in grado di attenuare spasmi e convulsioni, portando con sé solo lievi effetti collaterali (una ridotta percentuale di soggetti ha mostrato disagi gastro-intestinali e un aumento significativo dell’appetito, per citarne alcuni). Inoltre, l’azione secondaria antinfiammatoria e antiossidante del CBD si è rivelata utile per lenire i disagi dovuti alla sindrome stessa.

CBD vs THC nella cura dell’epilessia

Molti degli effetti positivi dei trattamenti dell’epilessia attraverso i principi attivi della cannabis erano già stati riscontrati con l’utilizzo del THC. La marijuana medica è infatti da anni parte integrante delle sperimentazioni relative a questa sindrome. Ma le recenti ricerche sulle differenze tra CBD e THC hanno messo in luce che il cannabidiolo garantisce nei pazienti affetti da epilessia benefici più significativi e minori disturbi collaterali rispetto al cugino THC. Il Delta-9-tetraidrocannabinolo, infatti, è spesso sconsigliato proprio per i suoi effetti psicotropi e per l’alto rischio di assuefazione dovuto a un uso prolungato. L’assunzione del CBD, specie se in cristalli puri, può aiutare i pazienti nei trattamenti delle crisi epilettiche e lenire al contempo disturbi secondari quali fatica, insonnia, irritabilità, perdita dell’appetito, ansia e comportamento ossessivo.

L’applicazione in campo pediatrico

Uno dei più interessanti e recenti studi a riguardo si è focalizzato sull’utilizzo di medicinali a base di oli al CBD per trattare l’epilessia in pazienti pediatrici. È uno studio svolto a Israele nel 2016, su un campione di 74 giovani pazienti di cui circa metà sotto i dieci anni. Anche in questo caso, dopo un periodo di 3 mesi di trattamento con olio al CBD, i test sui pazienti hanno portato conferme interessanti; la marijuana light si è dimostrata in grado di lenire molti degli spasmi e delle convulsioni nei soggetti più giovani. Più del 50% dei soggetti della ricerca ha infatti riscontrato un calo della frequenza degli spasmi di un 50-100%, e un complessivo miglioramento delle condizioni di vita generali.

Conclusioni

Gli studi sulle applicazioni della cannabis light in campo medico stanno aumentando in numero considerevole negli ultimi anni, e stanno portato a risultati molto interessanti. Benché sia ancora presto per affermare che il CBD costituisca un trattamento per l’epilessia sicuro ed efficace al 100%, le ultime ricerche rivelano che ha una promettente applicazione per contrastare spasmi e convulsioni in soggetti affetti da tale sindrome. Sono però ancora oggetto di studio le interazioni del cannabidiolo con altri aspetti del nostro organismo e con altri farmaci assunti; anche se i primi test rivelano che si tratta, in buona parte dei casi, di effetti collaterali secondari è ridotti rispetto alla sindrome stessa.

La speranza è che le nuove politiche sulla commercializzazione della CBD spingano un numero sempre maggiore di scienziati a concentrare i propri sforzi in questo campo di ricerca. Nell’attesa, ci auguriamo che i passi avanti già compiuti e quelli a venire possano migliorare la vita di una percentuale crescente di pazienti.

Articoli citati

CBD-enriched medical cannabis for intractable pediatric epilepsy
The current Israeli experience
Michal Tzadok a,1, *, Shimrit Uliel-Siboni b,1 , Ilan Linder c , Uri Kramer b , Orna Epstein d ,
Shay Menascu b , Andrea Nissenkorn a , Omer Bar Yosef a , Eli Hyman d , Dorit Granot e ,
Michael Dor f , Tali Lerman-Sagie c , Bruria Ben-Zeev
doi.org/10.1016/j.seizure.2016.01.004

Potential Clinical Benefits of
CBD-Rich Cannabis Extracts Over
Purified CBD in Treatment-Resistant
Epilepsy: Observational Data
Meta-analysis
Fabricio A. Pamplona 1 *, Lorenzo Rolim da Silva 2 and Ana Carolina Coan 3
doi.org/10.3389/fneur.2018.00759

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