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Cannabis Sativa e canapa sativa: effetti, benefici, storia e curiosità

Staff WeWeed

Indice

La cannabis sativa è una pianta che appartiene alla famiglia delle Cannabaceae ed è stata utilizzata dall’uomo per millenni per scopi medici, tessili e ricreativi. La storia della scoperta della cannabis sativa risale a migliaia di anni fa e si è sviluppata in diverse culture e parti del mondo.

Sino ad arrivare a noi sotto forma di cannabis light: scopri tutto ciò che devi sapere a riguardo.

Storia antica della canapa sativa

La canapa sativa è originaria dell’Asia centrale, ma è stata coltivata in tutto il mondo per secoli. Gli antichi Cinesi e gli Egizi utilizzavano la sativa per scopi medici, tessili e religiosi. Gli antichi Cinesi la usavano per alleviare il dolore e per il trattamento di malattie come il beri-beri, la malaria e la stitichezza. Gli Egizi la utilizzavano per produrre corde e tessuti.

La cannabis sativa è stata anche utilizzata in India per scopi religiosi. Gli antichi Indiani la utilizzavano per produrre una bevanda nota come bhang, che veniva utilizzata durante le celebrazioni religiose. Gli Indiani utilizzavano anche la cannabis sativa per alleviare il dolore e per il trattamento di malattie come l’asma e l’epilessia.

Storia moderna della sativa

Nel 1839, il medico irlandese William O’Shaughnessy introdusse la cannabis sativa in occidente dopo aver studiato la pianta in India. O’Shaughnessy scoprì che la canapa sativa aveva proprietà analgesiche e anticonvulsivanti, e la utilizzò per il trattamento di malattie come il tetano, l’epilessia e la rabdomiolisi.

Negli anni ’30 del XX secolo, la cannabis sativa divenne oggetto di interesse per i ricercatori negli Stati Uniti, dove venne classificata come una droga pericolosa dal governo federale. Nel 1937, il governo federale degli Stati Uniti introdusse il Marijuana Tax Act, che tassava pesantemente la canapa sativa e ne limitava l’uso a scopi medici.

Negli anni ’60 e ’70 del XX secolo, la sativa divenne parte della cultura giovanile e del movimento hippie, che la utilizzavano come sostanza ricreativa. Nel corso degli anni, la cannabis sativa è diventata sempre più popolare in tutto il mondo, nonostante le leggi che limitano il suo uso.

Possiamo localizzare l’origine della canapa sativa in quelle regioni del mondo che corrispondono all’habitat ideale in termini di calore, precipitazioni, esposizione solare. Parliamo quindi della fascia tropicale, più nello specifico Colombia, Messico ma anche la Thailandia, l’India e l’Africa settentrionale. E’ da qui che provengono gli strain di Sativa più utilizzati e riprodotti proprio per via dell’umidità, la lunga durata delle giornate e le temperature che caratterizzano questi ambienti.

La pianta

Una delle caratteristiche distintive delle genetiche Sativa è la peculiare tendenza allo sviluppo in altezza delle piante che, salvo interventi dell’uomo possono raggiungere altezze sorprendenti, addirittura fino a 5m. Gli internodi sono parecchio distanti tra loro e la pianta è già relativamente alta durante la fase vegetativa ma può addirittura raddoppiare la sua altezza una volta arrivata in fase di fioritura.

In linea generale i tipi di marijuana Sativa sono caratterizzati da tempi di fioritura più lunghi (fino a 14 settimane) e fasi vegetative più rapide rispetto alle genetiche Indica e la distanza tra gli internodi abbia lo scopo di favorire il ricambio d’aria. La pianta inizia la fioritura quando ha raggiunto la maturità piuttosto che “dipendere” dai cicli di luce e buio, proprio perché nelle regioni tropicali l’escursione nella durata delle giornate è piuttosto bassa.

Le foglie

Costituiscono un’altra delle prerogative che ci permettono di riconoscere a colpo d’occhio una genetica Sativa, parliamo di foglie abbondanti che non mancano di concimare il terreno lungo le diverse fasi di crescita della pianta. Le tredici punte della “stella” presentano una seghettatura fitta ma poco marcata, crescono per diventare lunghe e sottili.

La forma delle foglie di questo tipo di cannabis può variare a seconda della varietà della pianta e delle condizioni ambientali in cui viene coltivata. In generale, le foglie di queste piante sativa sono verdi, ma possono assumere diverse sfumature di verde, giallo o rosso a seconda delle condizioni della pianta.

cannabis sativa

Le foglie della cannabis sativa svolgono molte funzioni importanti nella pianta, tra cui la fotosintesi, la traspirazione e la produzione di composti attivi, come nella cannabis indica. La fotosintesi è il processo mediante cui le piante producono energia utilizzando la luce del sole. Le foglie della cannabis sativa sono l’organo principale per la fotosintesi e sono in grado di assorbire la luce solare e di utilizzarla per produrre energia utilizzando l’anidride carbonica e l’acqua. Durante la fotosintesi, le foglie della cannabis sativa producono anche ossigeno, che viene rilasciato nell’atmosfera.

Le foglie della cannabis sativa producono anche una grande quantità di composti attivi, tra cui cannabinoidi, terpeni e flavonoidi. Questi composti sono prodotti all’interno dei tricomi, piccole strutture ghiandolari presenti sulla superficie delle foglie. I cannabinoidi, come il THC e il CBD, sono responsabili degli effetti medici e ricreativi della pianta, mentre i terpeni sono responsabili dell’aroma distintivo di queste piante di cannabis e sono stati implicati nella modulazione degli effetti dei cannabinoidi. I flavonoidi hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e sono stati implicati nella modulazione degli effetti dei cannabinoidi.

Possono essere utilizzate per produrre infusi e tinture, che possono essere utilizzati per scopi medici e ricreativi. Le foglie possono essere fumate o vaporizzate, o utilizzate per produrre prodotti come oli, tinture e capsule.

Il fiore

tipi di marijuane

La struttura dei fiori che troviamo sui tipi di marijuane Sativa si sviluppa a spirale sul ramo fino a raggiungere le estremità creando cime appuntite che si rivolgono verso l’alto. Tuttavia, non tutte le piante mostrano la stessa distribuzione dei fiori: possono infatti variare da cime molto compatte concentrate sulle estremità dei rami, a una copertura più a “macchie” con agglomerati sparsi lungo la pianta.

I fiori della cannabis sativa sono la parte della pianta più utilizzata per scopi medici e ricreativi. I fiori delle piante sativa sono infiorescenze composte da numerose brattee e piccoli fiori, ognuno dei quali produce una grande quantità di tricomi.

Aspetto dei fiori della cannabis sativa

I fiori della canapa sativa hanno un aspetto distintivo e variano a seconda della varietà della pianta. I fiori possono essere di colore verde, marrone, arancione o rosso, a seconda della maturità e della varietà della pianta. In generale, i fiori di queste piante di cannabis sono densi, anche se meno compatti della canapa indica, e resinificati, con una superficie ricoperta di tricomi cristallini che riflettono la luce.

Struttura dei fiori della cannabis sativa

I fiori della cannabis sativa sono infiorescenze composte da numerose brattee, ognuna delle quali circonda un piccolo fiore. Ogni fiore produce un gran numero di tricomi. I tricomi si trovano sulla superficie dei fiori e sono visibili come piccole protuberanze appuntite e cristalline.

I fiori della sativa possono essere maschili o femminili, a seconda della varietà della pianta. I fiori maschili producono il polline che viene utilizzato per fecondare i fiori femminili e produrre semi. I fiori femminili producono i tricomi che contengono la maggior parte dei composti attivi della pianta.

Gli effetti della cannabis Sativa e differenze dalla canapa indica

La cannabis sativa contiene una maggiore concentrazione di THC rispetto alla canapa indica e ciò le conferisce effetti psicoattivi più intensi. Ma non sono sole queste le differenze. I cannabinoidi presenti nella sativa, tra cui il THC, interagiscono con il sistema endocannabinoide del corpo umano, influenzando l’umore, la memoria, la percezione sensoriale e la coordinazione motoria.

Gli effetti della cannabis sativa possono variare a seconda della varietà della pianta e della sensibilità individuale. In generale, la cannabis sativa è associata a effetti più cerebrali ed energizzanti, tra cui l’aumento dell’energia, della creatività e della concentrazione. La cannabis sativa è spesso utilizzata durante il giorno, in quanto non causa sonnolenza e può aumentare l’attività mentale e fisica.

Le genetiche Sativa sono quelle che procurano il classico “High” di cui molti, anche chi non ha mai fumato, hanno sentito parlare. I cannabinoidi contenuti nelle genetiche Sativa (e le ibride a dominanza Sativa) producono infatti effetti psicoattivi e cerebrali, in parte dovuti (ma non solo) ad alte concentrazioni di THC rispetto alle altre sostanze attive contenute in un fiore di cannabis.

Nei paesi in cui consumare cannabis con alti contenuti di THC è legale a scopo ricreativo, gli effetti legati alle genetiche Sativa sono spesso consigliati per momenti di svago, attività creativa e sportiva, intrattenimento come concerti o teatro ed esperienze sensoriali in genere.

I vari tipi di ganja Sativa possono infatti essere più adatte a una o più di queste circostanze a seconda della loro composizione genetica egli effetti che ne risultano. A prescindere da ciò, gli effetti della cannabis Sativa possono spesso far sembrare molto più interessante, divertente o addirittura esilarante anche le attività più comuni.

Chi invece fa uso di cannabis Sativa a scopo terapeutico può trovare diversi benefici della cannabis negli effetti che ne risultano. Tra gli effetti più comuni troviamo la stimolazione dell’appetito e l’attenuamento della nausea di cui spesso soffrono i malati terminali. Gli effetti psicoattivi di queste piante di canapa sativa sono utili anche nell’attenuazione dei sintomi di ansia e depressione.

Qui un video che vi mostra le top 10 cannabis sativa della storia!

Coltivazione cannabis sativa

Coltivare la cannabis sativa richiede condizioni specifiche per crescere sana e produrre una quantità ottimale di principi attivi. Ecco le condizioni ideali per la coltivazione della cannabis sativa e le sue particolarità:

  1. Illuminazione: La cannabis sativa richiede una quantità adeguata di luce solare o di illuminazione artificiale per crescere, anche nella fase iniziale di germinazione dei semi. La luce solare, durante la coltivazione, è la migliore fonte di luce per la cannabis sativa, poiché fornisce una vasta gamma di spettri di luce che favoriscono la crescita e la produzione di principi attivi, producendo così piante di canapa di qualità più alta. In caso di coltivazione indoor, si può utilizzare un sistema di illuminazione artificiale, come le lampade a LED, con un fotoperiodo di 18-24 ore di luce al giorno nella fase vegetativa e 12-12 nella fase di fioritura della canapa.
  2. Temperatura: La sativa cresce meglio in un clima caldo e umido, con temperature comprese tra i 20 e i 30 gradi Celsius durante il giorno e tra i 15 e i 20 gradi Celsius durante la notte. Temperature troppo basse o troppo alte possono influenzare negativamente la crescita della pianta e la produzione di composti attivi.
  3. Umidità: per coltivare la canapa in maniera ottimale, è necessario una quantità adeguata di umidità, un’eccessiva umidità può causare la crescita di muffe e funghi sulla pianta. La percentuale di umidità ottimale per la cannabis sativa è tra il 40% e il 45% durante la fioritura e tra il 60% e l’80% nella fase vegetativa della pianta.
  4. Nutrienti: La cannabis sativa ha bisogno di una quantità adeguata di nutrienti per crescere sana e produrre una quantità ottimale di composti attivi. I nutrienti più importanti per la cannabis sativa sono l’azoto, il fosforo e il potassio, ma la pianta ha bisogno anche di altri minerali come il magnesio, il calcio e il ferro.
  5. Potatura: La pianta sativa può diventare molto alta e sottile, con rami che crescono in modo disordinato. La potatura è una tecnica che permette di controllare la crescita della pianta, eliminando i rami più deboli e i fiori maschili.
  6. Raccolta: La cannabis sativa ha bisogno di un periodo di fioritura di circa 8-12 settimane per produrre una quantità ottimale di composti attivi. La raccolta deve essere effettuata quando i tricomi sulla superficie dei fiori diventano di colore ambrato, indicando che i cannabinoidi sono maturi.

Rimedi naturali: come assumere la sativa con CBD?

La cannabis sativa è una della piante officinali che può essere assunta in svariati modi a seconda delle preferenze personali e degli effetti desiderati. Dai più comuni ai più stravaganti!

  1. Fumare: Il metodo più comune per assumere la cannabis sativa è fumarla. I fiori essiccati vengono macinati e inseriti in una cartina per sigarette o in un bong. Il fumo viene inalato e gli effetti si manifestano quasi immediatamente.
  2. Vaporizzazione: La vaporizzazione è un metodo più sicuro ed efficace per assumere la cannabis sativa rispetto al fumo. La cannabis viene riscaldata senza bruciare, producendo un vapore che viene inalato. Questo metodo riduce l’esposizione ai composti tossici presenti nel fumo.
  3. Alimentazione: La cannabis sativa e i suoi semi, possono essere utilizzati per produrre prodotti alimentari come i brownies alla cannabis o l’olio di cannabis. Questi prodotti vengono ingeriti e gli effetti si manifestano con un ritardo rispetto al fumo o alla vaporizzazione.
  4. Tinture o oli essenziali: Le tinture di cannabis sativa sono prodotti liquidi a base di alcol o glicerina e possono essere assunte per via orale o sublinguale. Le tinture vengono dosate con un contagocce e gli effetti si manifestano rapidamente.
  5. Capsule: Le capsule di cannabis sativa sono una forma di ingestione orale che contiene una dose predefinita di cannabis. Le capsule possono contenere oli di cannabis, tinture o estratti di cannabis e offrono un’opzione precisa per la dosaggio.
  6. Creme, unguenti e oli corpo: Le creme e gli unguenti a base di cannabis sativa possono essere utilizzati per applicazioni locali sulle parti del corpo che necessitano di sollievo dal dolore e dall’infiammazione.

Cannabis Sativa e Cannabis Light

Abbiamo appena detto che la marijuana sativa presenta più THC che CBD, ma questo non è un assoluto. Dobbiamo infatti tenere presente che oggi molti ceppi di Cannabis producono quantità variabili di entrambi i principi attivi. Questo ha potuto portare col tempo e con la sperimentazione, alla selezione di varietà dalle scarse proprietà psicotrope.

La cannabis light, appartenente alla famiglia della Cannabis Sativa, presenta infatti un contenuto molto basso di THC (meno dello 0,5%), ma contiene invece il CBD, con tutto il suo effetto rilassante. Tale importante proprietà ha consentito alla cannabis light di venire legalizzata in molti stati, tra cui l’Italia. Negli ultimi anni infatti, e più precisamente dopo il D.Lgs 242 del 2016, il mercato della cannabis light è esploso e sempre più negozi specializzati, sia fisici che virtuali stanno comparendo nel nostro Paese. I prodotti sono sempre più vari: marijuana legale, edibili, olio CBD e tanti altri. Se vuoi scoprire tutte le varietà di marijuana legale disponibili e conoscere le loro caratteristiche visita il nostro weed shop.

La Cannabis Light presenta molte delle apprezzate proprietà rilassanti della sua progenitrice sativa, ma ne ha perso gli effetti psicotropi grazie al ridotto contenuto di THC. Se vuoi approfondire la tua conoscenza leggi questo articolo sugli effetti della cannabis light.

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