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Canapa industriale, tutto quello che c’è da sapere

canapa industriale

Indice

Canapa industriale, come avviene la coltivazione

Tutti noi sappiamo bene qual’è il miglior utilizzo della canapa. Ma lo sappiamo davvero? In realtà quello ricreativo non è che uno degli usi possibili, e infatti esiste un’intera industria dedicata allo sfruttamento della canapa industriale.

    Usi della canapa industriale

Ma a cosa serve, di preciso, la canapa industriale?

In linea teorica, a praticamente tutto. In pratica però, molti dei campi di applicazione sono per il momento particolarmente limitati, sia a causa di uno scarso investimento di ricerca, sia sopratutto a causa della cattiva (e totalmente immeritata) reputazione che la canapa industriale ancora ha a livello politico.

L’esempio più famoso è proprio il grande Henry Ford, e la sua “Canapauto“, un’autovettura costruita quasi completamente con derivati della canapa. Perfino il carburante era in gran parte etanolo di canapa.

La Canapauto fu, purtroppo, silurata, ma ad oggi la canapa industriale rimane un’importantissima materia prima per la produzione di sacchi, cordame, e perfino mattoni ecologici.

 

    Si può diventare coltivatore

Data la grande importanza economica della canapa industriale, la domanda sorge spontanea, è possibile diventarne coltivatore?

La risposta è sì. Anche se non è proprio una passeggiata. Ma dopotutto, nulla di ciò che vale la pena fare è mai semplice.

    Come coltivare canapa industriale

Diciamo quindi che l’idea di diventare coltivatori di canapa industriale ci intriga. Come fare? Quali sono i passi da seguire?

Prima di tutto, è ovviamente necessario avere un terreno agricolo, o il capitale necessario a costruire una farm idroponica. Ovviamente, il vantaggio di quest’ultima soluzione è che richiede molto meno spazio, ma l’altro lato della medaglia è che ha un costo iniziale molto più alto e necessita di un esperto di culture idroponiche per funzionare.

Quello del terreno non è tuttavia l’unico ostacolo da superare, anzi. Quello forse difficoltoso da superare è lo scoglio burocratico.

Infatti, anche se la coltivazione di canapa industriale è legale, è comunque necessario acquisire una serie di autorizzazioni e permessi dalle autorità statali. Ed è anche buona prassi informare le forze dell’ordine della natura pienamente legale della coltivazione.

Una volta sistemati i documenti, ci si può dedicare alla scelta della varietà di canapa da utilizzare e all’acquisizione dei semi, impresa anch’essa non banale.

Una volta ottenuto terreno, documentazione, e semi, è possibile diventare coltivatori di canapa industriale.

Posto ovviamente che sappiate come gestire e curare le piantine.

    Industria della canapa: com’è la filiera

Ma qual’è il percorso della canapa, in ambito industriale? Ci sono parecchie differenze tra le strade che le piantine seguono, a seconda dell’utilizzo ricreativo o industriale che se ne farà.

Prima su tutte, la differenza della parte della pianta che verrà utilizzata. Se per uso ricreativo si utilizzano piante femmine, le infiorescenze di canapa industriale non sono invece così importanti. È la parte fibrosa dello stelo, così come delle foglie, ad essere utile per un impiego industriale.

La materia fibrosa quindi entra in una filiera che, in Italia, è ancora giovane, e che solo recentemente è stata incentivata a livello statale.

come coltivare canapa industriale

Non è una filiera particolarmente lunga, almeno non ancora, e i prodotti risultanti sono principalmente di tipo tessile e alimentare.

Ed è proprio per potenziare questi due ambiti attraverso la meccanizzazione della raccolta e del controllo che l’ultima legge di bilancio ha stanziato circa tre milioni di euro per il settore. La speranza è che tali fondi stimolino una crescita di un’industria ecologica e sostenibile.

    Canapa industriale e CBD

Ma c’è differenza tra canapa industriale e canapa legale ad alto contenuto di CBD?

A livello burocratico, no. La canapa coltivata per le infiorescenze è infatti classificata come canapa industriale dall’ordinamento legislativo attuale. Questo però non significa che sono la stessa cosa.

Infatti, se le varietà coltivate per venderne i fiori privilegiano caratteristiche come l’aroma e la consistenza delle infiorescenze, quelle per utilizzo industriale sono invece più orientate verso la velocità di crescita, la resa, e le prestazioni meccaniche delle fibre.

Possiamo quindi dire che canapa industriale e canapa ad alto contenuto di CBD sono sorelle, in certo senso.

    Situazione italiana

Infine, la legislazione italiana disciplina la coltivazione di infiorescenze canapa industriale indicando come prerequisito fondamentale per la legalità il bassissimo contenuto di THC.

Infatti, per essere considerata canapa industriale, deve contenere al più una concentrazione di THC pari a 0.2%. Ovviamente con una certa tolleranza.

Anche se la legge sembra chiara tuttavia, continua ad esserci notevole confusione, anche all’interno delle stesse forze dell’ordine. L’ultima sentenza della Cassazione in merito è infatti del 2019, ma ogni tanto continuano ad essere emesse sanzioni dalla dubbia legittimità.

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